Una bussola rotonda, di quelle con il quadrante che gira e il riferimento fermo in alto. Serve a orientarsi al buio prima di puntare qualcosa: sapere dov’è il nord è il primo passo per capire dove sta sorgendo un pianeta o da che parte guardare quando una guida dice “verso sud-est”.
Sul telefono: tocca il tasto, concedi l’accesso al sensore e il quadrante inizia a girare. La direzione che stai guardando è quella indicata dal triangolo rosso in alto.
Come si legge
Il quadrante gira, il triangolo rosso in alto sta fermo. Quello che il triangolo indica sul quadrante è la direzione verso cui sei girato: se sotto compare 0°, hai il nord davanti; a 180° hai il sud. Il numero grande sotto il disco dice la stessa cosa in cifre, con il nome della direzione a sedici punti (NE, ESE, SSO e così via).
La punta rossa della stella indica il nord. Le tacche piccole valgono due gradi, le medie dieci, le lunghe trenta: quando una guida dice “azimut 118 gradi” basta girarsi finché il triangolo non arriva fra il 90 e il 120, poco oltre la metà.
Nord vero e nord magnetico
Sono due direzioni diverse e la differenza si chiama declinazione magnetica. Il sensore del telefono sente il campo magnetico terrestre, quindi indica il polo nord magnetico; le posizioni degli astri, gli azimut delle effemeridi e tutto quello che trovi nelle altre pagine di questo sito sono misurati dal nord geografico.
In Italia lo scarto vale tre o quattro gradi verso est e cambia da regione a regione, quindi non si può usare un valore unico. Il sito lo chiede al modello WMM del NOAA per le coordinate della postazione salvata nella barra in basso, e lo applica: per questo il quadrante mostra di norma il nord vero. Il tasto “nord magnetico” toglie la correzione, ed è utile quando vuoi confrontare la lettura con una bussola ad ago vera, che la correzione non ce l’ha.
La richiesta parte dal nostro server, non dal telefono, e la risposta resta in cache un mese: il campo magnetico si sposta di circa un decimo di grado all’anno, quindi una cache lunga non toglie precisione.
Quanto ci si può fidare
Il magnetometro di un telefono non è uno strumento di precisione. Un paio di gradi di errore sono normali, e diventano molti di più vicino a chiavi, magneti, casse acustiche, treppiedi in acciaio, il cofano di un’auto o l’armatura di un balcone in cemento. Se il quadrante balla o resta bloccato, allontanati dal metallo e muovi il telefono a otto per qualche secondo: è la calibrazione che il sistema operativo si aspetta.
Il quadrante gira solo dove c’è un magnetometro, cioè su telefono e tablet. Sul computer resta fermo con il nord in alto e il tasto di accensione non compare: meglio una bussola che dichiara di non poter funzionare che una che indica una direzione qualsiasi.
Per l’orientamento a occhio resta valido il metodo che non ha bisogno di batterie: trovare la Stella Polare partendo dal Grande Carro, prolungando di cinque volte la distanza fra le due stelle del fondo del carro. Quella indica il nord geografico, senza declinazione da correggere.
