Centodieci oggetti, elencati uno per uno, con quello che si vede davvero nell’oculare e non nelle fotografie: che diametro serve, in che mese conviene, e quanto è alto stanotte dal posto da cui osservi. Sotto la tabella ci sono le schede di tutti, raggruppate per tipo.
Il catalogo Messier non è una classificazione
Vale la pena chiarirlo subito, perché è la fonte di quasi tutti gli equivoci. Charles Messier era un cacciatore di comete, e le comete, in un telescopio del Settecento, sono macchioline sfocate. Il problema è che nel cielo di macchioline sfocate ce ne sono molte altre, e non si muovono: sono lì da sempre. Messier si mise a segnarle per non perderci tempo sopra ogni volta.
Il catalogo, insomma, nasce come una lista di cose da non confondere con le comete. Non è una selezione dei più belli, non è un ordinamento per tipo, non è una classificazione scientifica. È il motivo per cui dentro convivono oggetti che non hanno niente in comune: galassie a decine di milioni di anni luce e ammassi di stelle a poche centinaia, insieme a un paio di errori che nessuno ha mai voluto togliere.
La prima versione, pubblicata nel 1774, conteneva 45 oggetti. Messier arrivò a 103 nell’edizione del 1781, e lì si fermò. Gli ultimi sette li hanno aggiunti gli astronomi del Novecento, ricostruendo dalle sue annotazioni oggetti che aveva osservato ma non messo in lista: M104 nel 1921, dal 105 al 107 nel 1947, M108 e M109 nel 1960, e M110 — la seconda compagna di Andromeda, che Messier aveva disegnato senza catalogare — soltanto nel 1966.
C’è una conseguenza pratica che riguarda chi osserva oggi. Il catalogo è tarato sugli strumenti di Messier, cioè su rifrattori piccoli sotto il cielo di Parigi del Settecento: è per questo che funziona così bene come lista per principianti. Sono, quasi tutti, gli oggetti abbastanza luminosi da essere alla portata di un telescopio modesto. Non è un merito del catalogo, è un limite che si è rivelato una fortuna.
La classificazione vera: cosa sono questi oggetti
Quella che segue è la classificazione per natura fisica, che il catalogo non ha e che serve a sapere cosa aspettarsi prima di puntare. I conteggi sono fatti sui 110 oggetti di questa pagina.
Ammassi globulari — 29 oggetti
Sono palle di centinaia di migliaia di stelle vecchie, tenute insieme dalla propria gravità, in orbita attorno alla nostra galassia invece che dentro il suo disco. Hanno miliardi di anni, quindi le stelle calde e azzurre si sono già spente: il colore d’insieme tende al giallo.
All’oculare seguono una progressione precisa e sempre uguale. In un binocolo sono stelle sfocate. In un 100 mm diventano macchie rotonde con il centro più denso. Da un 150 mm in su il bordo comincia a granulare, e a un certo punto — dipende dall’ammasso, dal cielo e dal diametro — il granuloso si trasforma in stelle contate una per una. Quel momento è la soddisfazione tipica dell’osservazione visuale, e non ha equivalenti fotografici.
Ammassi aperti — 26 oggetti
Gruppi di stelle giovani nate insieme dalla stessa nube, ancora dentro il disco della galassia e destinati a disperdersi in qualche centinaio di milioni di anni. Sono da decine a qualche migliaio di stelle, sparse e senza forma definita.
Sono gli oggetti che peggio sopportano il telescopio: molti sono più grandi del campo di un oculare, e ingrandirli significa distruggerli. Il binocolo, che qui è lo strumento giusto, li mostra interi con il fondo di cielo attorno. È la categoria in cui uno strumento più piccolo dà un risultato migliore, e vale la pena saperlo prima di comprare.
Nebulose — 12 oggetti
Sotto lo stesso nome stanno tre cose diverse. Le nebulose a emissione sono nubi di gas accese dalla luce ultravioletta di stelle giovani nate al loro interno: sono le fabbriche di stelle, e la Laguna e la nebulosa di Orione ne sono gli esempi. Le nebulose planetarie, 4 in catalogo, non hanno niente a che vedere con i pianeti: sono l’involucro espulso da una stella simile al Sole alla fine della propria vita, e il nome è un equivoco settecentesco dovuto al loro aspetto di dischetto. Il resto di supernova, uno solo, è quello che rimane dopo l’esplosione di una stella molto più massiccia.
Le nebulose a emissione e le planetarie hanno una proprietà che le rende speciali: emettono la loro luce in poche righe dello spettro invece che su tutti i colori. Un filtro per nebulose lascia passare quelle righe e blocca il resto, cioè blocca l’inquinamento luminoso senza toccare l’oggetto. È l’unico accessorio che fa vedere qualcosa che prima non si vedeva. Sulle nebulose a riflessione, che rimandano la luce di stelle vicine su tutto lo spettro, non serve a niente.
Galassie — 40 oggetti
Sono la categoria più numerosa e la più difficile: 19 spirali, 8 spirali barrate, 6 ellittiche, 4 lenticolari, più qualche caso particolare. Buona parte sta in due zone del cielo primaverile, l’ammasso della Vergine e i gruppi del Leone, dove in un solo campo se ne contano diverse.
La cosa da sapere prima di puntarne una è che la magnitudine inganna. Una galassia di ottava grandezza larga mezzo grado è molto più difficile di un ammasso globulare di ottava grandezza largo cinque primi, perché la stessa quantità di luce è spalmata su un’area cento volte più grande. Il numero che conta è la luminosità per unità di superficie, e sulle galassie diffuse è bassissima: sotto un cielo cittadino spariscono del tutto, qualunque sia il diametro dello strumento.
All’oculare le ellittiche sono palle di luce lisce senza dettaglio, e restano tali con qualunque strumento. Le spirali viste di taglio si presentano come fusi sottili, spesso con una banda di polvere. Quelle viste di faccia sono le più fotogeniche e le più deludenti visualmente: la struttura a spirale si intuisce solo con diametri generosi sotto cielo davvero buio.
E poi ci sono 3 oggetti che non sono niente di tutto questo
Sono la parte più interessante del catalogo, perché raccontano com’era fatto il lavoro. M40 è una coppia di stelle senza alcun legame fisico: Messier cercò lì una nebulosa segnalata da altri, non la trovò, e annotò quello che c’era. M73 sono quattro stelle disposte a Y che gli sembrarono avvolte da nebulosità inesistente, e che oggi sappiamo non formare nemmeno un gruppo reale. M24 non è un oggetto ma una finestra: uno squarcio nella polvere della Via Lattea che lascia vedere un banco di stelle molto più lontane.
A questi si aggiungono due casi ancora aperti. M91 fu considerato perduto per due secoli, perché nella posizione pubblicata non c’era niente; l’identificazione oggi accettata risale al 1969 e spiega l’errore come uno scambio di stella di riferimento. M102 è tuttora discusso: potrebbe essere una ripetizione di M101, come lasciò intendere Messier stesso, oppure la galassia lenticolare nel Dragone che la maggior parte degli atlanti indica. Chi scrive che la questione è chiusa sta semplificando.
La tabella: cosa si vede stanotte
Le ultime due colonne sono calcolate adesso per la postazione impostata nella barra in basso: l’altezza in questo momento e l’altezza massima raggiunta nelle prossime dodici ore, con l’ora in cui succede. Sotto i venti gradi conviene lasciar perdere, perché la luce attraversa troppa atmosfera.
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Scorri la tabella lateralmente per leggere tutte le colonne. Tocca una sigla per aprire la scheda.
| Sigla | Nome | Tipo | Costellazione | Mag. | Dim. | Ora | Meglio stanotte | Mese |
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Ammassi globulari: le schede
M2
NGC 7089 · ammasso globulare · in Acquario · magnitudine 6,5 · 12,9' di diametro apparente · circa 39 mila anni luce · al meglio in agosto
Ammasso globulare compatto e simmetrico, uno dei più ricchi del catalogo. In un binocolo è una stellina sfocata, in un 150 mm il bordo comincia a granulare e in un 250 mm si risolve fin quasi al centro. Nell’Acquario non ha concorrenza nelle vicinanze: quello che si trova lì è lui.
M3
NGC 5272 · ammasso globulare · in Cani da Caccia · magnitudine 6,2 · 16,2' di diametro apparente · circa 33 mila anni luce · al meglio in aprile
Fra i tre o quattro globulari più belli del cielo boreale, e il più facile da risolvere fra quelli primaverili. Già un 130 mm ne stacca le stelle esterne, che sembrano schizzare fuori dal nucleo in file curve. Sta in una zona vuota dei Cani da Caccia, quindi si trova per salto di stella da Arturo.
M4 · Spider Globular Cluster
NGC 6121 · ammasso globulare · in Scorpione · magnitudine 5,6 · 26,3' di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in maggio
Il globulare più vicino a noi fra quelli del catalogo, e si vede: è grande, sparso, e si risolve con poco. La caratteristica che lo distingue è una barra di stelle che lo attraversa da parte a parte, visibile già in un 100 mm. Sta a poco più di un grado da Antares, e per questo è anche il più facile da puntare in assoluto.
M5 · Rose Cluster
NGC 5904 · ammasso globulare · in Serpente · magnitudine 5,6 · 17,4' di diametro apparente · circa 25 mila anni luce · al meglio in maggio
Contende a M13 il titolo di miglior globulare boreale, e molti osservatori esperti gli danno la preferenza. È leggermente ovale, con un nucleo denso e bracci di stelle che si allungano da una parte. Sta basso nel Serpente, quindi conviene prenderlo quando culmina.
M9
NGC 6333 · ammasso globulare · in Ofiuco · magnitudine 7,7 · 8,7' di diametro apparente · al meglio in giugno
Globulare piccolo e concentrato, meno spettacolare dei suoi vicini ma interessante per la posizione: sta vicino al centro della Via Lattea, e la polvere interposta ne assorbe parte della luce. Serve un 150 mm per cominciare a risolverlo. Sotto un cielo suburbano resta una macchia.
M10
NGC 6254 · ammasso globulare · in Ofiuco · magnitudine 6,6 · 15,1' di diametro apparente · circa 13 mila anni luce · al meglio in giugno
Globulare grande e luminoso, con un nucleo che si risolve già in un 130 mm. Sta a poco più di tre gradi da M12, e la coppia si osserva nella stessa serata per confronto: M10 è più concentrato, M12 più sparso. È il modo migliore per imparare a leggere la classe di concentrazione di un globulare.
M12
NGC 6218 · ammasso globulare · in Ofiuco · magnitudine 6,7 · 14,5' di diametro apparente · circa 16 mila anni luce · al meglio in maggio
Globulare sparso e diffuso, il compagno di M10 nell’Ofiuco. Il nucleo è meno denso, quindi si risolve con meno diametro ma colpisce meno. Osservati uno dopo l’altro, i due mostrano quanto sia diversa la struttura di ammassi che a prima vista sembrano identici.
M13 · Grande Ammasso di Ercole
NGC 6205 · ammasso globulare · in Ercole · magnitudine 5,8 · 33' di diametro apparente · circa 26 mila anni luce · al meglio in maggio
Il grande ammasso di Ercole, l’oggetto che convince chi guarda per la prima volta. In un binocolo è una macchia rotonda; in un 150 mm il bordo esplode in centinaia di puntini; in un 250 mm il centro stesso si risolve, con file di stelle che si diramano verso l’esterno. Culmina alto d’estate, quindi lo si osserva nelle condizioni migliori.
M14
NGC 6402 · ammasso globulare · in Ofiuco · magnitudine 7,6 · 13,5' di diametro apparente · al meglio in giugno
Globulare compatto, più lontano e più debole dei grandi nomi, e per questo meno frequentato. Serve un 200 mm per risolverlo in modo convincente. Vale la pena come confronto con M10 e M12, che stanno nella stessa zona ma molto più vicini a noi.
M15 · Grande Ammasso di Pegaso
NGC 7078 · ammasso globulare · in Pegaso · magnitudine 6,2 · 12,3' di diametro apparente · circa 33 mila anni luce · al meglio in agosto
Uno dei globulari a nucleo più denso di tutto il cielo: il centro resta compatto anche a ingrandimenti alti, e questo lo distingue subito da M13. Un 150 mm ne risolve l’alone lasciando il nucleo come una palla di luce. Sta in una zona povera del Pegaso, e si trova prolungando la linea di due stelle luminose.
M19
NGC 6273 · ammasso globulare · in Ofiuco · magnitudine 6,8 · 9,6' di diametro apparente · al meglio in giugno
Globulare visibilmente ovale, e la deformazione non è un’illusione: sta vicino al centro galattico e le forze mareali lo hanno schiacciato. Serve un 200 mm per apprezzarlo. Resta basso sull’orizzonte italiano.
M22 · Grande Ammasso del Sagittario
NGC 6656 · ammasso globulare · in Sagittario · magnitudine 5,1 · 24' di diametro apparente · circa 10 mila anni luce · al meglio in giugno
Uno dei globulari più belli del cielo, penalizzato in Italia solo dal fatto che resta basso. È grande, luminoso e si risolve con facilità già in un 130 mm. Sta a due gradi e mezzo dal coperchio della teiera del Sagittario, in una delle zone più ricche della Via Lattea.
M28
NGC 6626 · ammasso globulare · in Sagittario · magnitudine 6,8 · 11,2' di diametro apparente · circa 18 mila anni luce · al meglio in giugno
Globulare piccolo e concentrato vicino alla teiera del Sagittario, oscurato dalla vicinanza di M22, che è incomparabilmente più bello. Serve un 200 mm per risolverlo. Utile come contrasto immediato: due globulari a pochi gradi e a distanze molto diverse.
M30 · Jellyfish Cluster
NGC 7099 · ammasso globulare · in Capricorno · magnitudine 7,2 · 11' di diametro apparente · circa 23 mila anni luce · al meglio in agosto
Globulare autunnale compatto, con file di stelle che si allungano dal nucleo verso nord come raggi. Serve un 150 mm perché compaiano. Sta in una zona vuota del Capricorno, dove non c’è altro da confondere.
M53
NGC 5024 · ammasso globulare · in Chioma di Berenice · magnitudine 7,6 · 12,6' di diametro apparente · al meglio in aprile
Globulare compatto e regolare nella Chioma di Berenice, in una zona di cielo altrimenti povera di oggetti luminosi. Serve un 200 mm per risolverlo. La sua utilità è che sta a un grado da un altro globulare molto più debole e strano, che si osserva subito dopo per confronto.
M54
NGC 6715 · ammasso globulare · in Sagittario · magnitudine 7,6 · 9,1' di diametro apparente · circa 88 mila anni luce · al meglio in luglio
Globulare piccolo e denso, che per due secoli è stato preso per un normale ammasso della nostra galassia. Oggi si sa che appartiene a una galassia nana in corso di assorbimento da parte della Via Lattea, ed è quindi molto più lontano di quanto sembri. All’oculare resta comunque una macchia: è un oggetto che vale per quello che si sa, non per quello che si vede.
M55 · Specter Cluster
NGC 6809 · ammasso globulare · in Sagittario · magnitudine 6,3 · 19' di diametro apparente · circa 16 mila anni luce · al meglio in luglio
Globulare grande e sparso, molto bello ma penalizzato dalla declinazione: dall’Italia resta basso e ne soffre parecchio. Chi lo osserva dal sud o da un sito con orizzonte libero lo trova facile da risolvere. Dal nord Italia è quasi sempre una delusione.
M56
NGC 6779 · ammasso globulare · in Lira · magnitudine 8,3 · 7,1' di diametro apparente · circa 33 mila anni luce · al meglio in luglio
Globulare piccolo e debole nella Lira, a metà strada fra due stelle luminose. Serve un 200 mm perché diventi qualcosa di più di una macchia. Sta a pochi gradi dall’Anello, e i due si osservano insieme.
M62 · Flickering Globular
NGC 6266 · ammasso globulare · in Ofiuco · magnitudine 6,5 · 14,1' di diametro apparente · circa 21 mila anni luce · al meglio in giugno
Globulare visibilmente asimmetrico, con il nucleo spostato rispetto all’alone. La deformazione è reale ed è dovuta alla vicinanza al centro galattico. Sta basso, in una zona di cielo carica di polvere.
M68
NGC 4590 · ammasso globulare · in Idra · magnitudine 7,8 · 12' di diametro apparente · circa 33 mila anni luce · al meglio in marzo
Globulare sparso e non particolarmente ricco, che dall’Italia resta sempre basso sull’Idra. Serve un 200 mm. Si osserva soprattutto per completare la lista.
M69
NGC 6637 · ammasso globulare · in Sagittario · magnitudine 7,6 · 7,1' di diametro apparente · al meglio in giugno
Globulare piccolo e concentrato nel Sagittario, uno dei diversi che si trovano a pochi gradi l’uno dall’altro nella stessa zona. Serve diametro per risolverlo, e resta basso. In una serata dedicata al Sagittario si prende in serie con M70 e M54.
M70
NGC 6681 · ammasso globulare · in Sagittario · magnitudine 7,9 · 7,8' di diametro apparente · circa 30 mila anni luce · al meglio in giugno
Globulare quasi gemello di M69, alla stessa declinazione e a pochi gradi di distanza. Osservati uno dopo l’altro sono difficili da distinguere, ed è un buon promemoria del fatto che a occhio molti globulari si somigliano. La differenza sta nei numeri, non nell’immagine.
M71 · Angelfish Cluster
NGC 6838 · ammasso globulare · in Freccia · magnitudine 8,2 · 7,2' di diametro apparente · circa 13 mila anni luce · al meglio in luglio
Ammasso di classificazione a lungo incerta: sparso come un ammasso aperto ricco, ma di natura globulare, cosa oggi accettata. È piccolo, si risolve con facilità e sta in un campo bellissimo della Freccia, dentro la Via Lattea. La storia della sua classificazione è più interessante dell’oggetto.
M72
NGC 6981 · ammasso globulare · in Acquario · magnitudine 9,3 · 5,9' di diametro apparente · al meglio in agosto
Globulare debole e lontano nell’Acquario, fra i più difficili del catalogo. In un 200 mm resta una macchietta rotonda appena granulosa. Si osserva perché è in lista, e per arrivare a M73 che sta a un grado e mezzo.
M75
NGC 6864 · ammasso globulare · in Sagittario · magnitudine 8,5 · 2,38' di diametro apparente · circa 68 mila anni luce · al meglio in luglio
Globulare piccolo, lontano e molto concentrato. Anche in un 250 mm resta praticamente irrisolto, e questo lo rende un buon esempio di cosa significhi distanza per un ammasso: è fra i più remoti del catalogo. Sta in una zona vuota del Sagittario.
M79
NGC 1904 · ammasso globulare · in Lepre · magnitudine 7,7 · 8,7' di diametro apparente · circa 42 mila anni luce · al meglio in dicembre
Globulare invernale, cosa insolita: quasi tutti gli altri sono estivi, perché stanno verso il centro della galassia. Questo si trova dalla parte opposta del cielo, nella Lepre sotto Orione. Piccolo e concentrato, chiede un 200 mm.
M80
NGC 6093 · ammasso globulare · in Scorpione · magnitudine 7,3 · 8,9' di diametro apparente · circa 31 mila anni luce · al meglio in maggio
Globulare piccolo e denso fra Antares e la testa dello Scorpione, spesso trascurato perché il vicino M4 è molto più spettacolare. Il confronto è istruttivo: due globulari a pochi gradi, uno sparso e vicino, l’altro compatto e lontano.
M92
NGC 6341 · ammasso globulare · in Ercole · magnitudine 6,4 · 11,2' di diametro apparente · circa 26 mila anni luce · al meglio in giugno
Il secondo globulare di Ercole, e sarebbe famoso quasi ovunque se non stesse a nove gradi da M13. È più piccolo e più concentrato, e per questo alcuni lo trovano più bello. Osservarli nella stessa serata è il modo migliore per capire cosa cambia fra un globulare denso e uno sparso.
M107 · Crucifix Cluster
NGC 6171 · ammasso globulare · in Ofiuco · magnitudine 7,9 · 10' di diametro apparente · circa 20 mila anni luce · al meglio in maggio
Globulare sparso e non particolarmente luminoso nell’Ofiuco, attraversato da zone di polvere scura che ne interrompono l’alone. Serve un 200 mm. È l’ultimo globulare aggiunto alla lista, nel Novecento.
Ammassi aperti: le schede
M6 · Ammasso Farfalla
NGC 6405 · ammasso aperto · in Scorpione · magnitudine 4,2 · 20' di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in giugno
Ammasso aperto luminoso, chiamato Farfalla per la disposizione delle stelle più brillanti, che si apre in due ali. È un oggetto da binocolo o da telescopio a basso ingrandimento: sopra i cinquanta ingrandimenti la figura si perde. Sta nella coda dello Scorpione, in una zona dove il cielo italiano lo tiene sempre basso.
M7 · Ammasso di Tolomeo
NGC 6475 · ammasso aperto · in Scorpione · magnitudine 3,3 · 100' di diametro apparente · circa 920 anni luce · al meglio in giugno
Enorme, sparso e così luminoso da vedersi a occhio nudo come una chiazza sopra la coda dello Scorpione. È l’oggetto del catalogo che peggio sopporta il telescopio: il campo di un binocolo lo contiene, quello di un rifrattore no. Prende il nome da Tolomeo, che lo annotò nel secondo secolo.
M11 · Ammasso Anatra Selvatica
NGC 6705 · ammasso aperto · in Scudo · magnitudine 5,8 · 8,9' di diametro apparente · circa 7 mila anni luce · al meglio in luglio
L’Anatra Selvatica è l’ammasso aperto più ricco e compatto del catalogo, così denso da sembrare un globulare in un piccolo strumento. Le stelle più luminose disegnano una V che ricorda uno stormo in volo, da cui il nome. È uno dei pochi ammassi aperti che regge bene ingrandimenti alti.
M18 · Black Swan Cluster
NGC 6613 · ammasso aperto · in Sagittario · magnitudine 7,5 · 5' di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in giugno
Ammasso aperto piccolo e povero, una ventina di stelle appena, che sta fra due oggetti molto più famosi. Vale la pena come tappa nel percorso fra M17 e M24. Da solo non giustifica una serata.
M21 · Webb's Cross Cluster
NGC 6531 · ammasso aperto · in Sagittario · magnitudine 6,5 · 110' di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in giugno
Piccolo ammasso aperto a mezzo grado dalla Trifida, comodo come riferimento per trovarla ma poco interessante di per sé. Una trentina di stelle sparse, che un binocolo mostra insieme a M20 nello stesso campo. Il valore sta nella coppia, non nell’oggetto.
M23
NGC 6494 · ammasso aperto · in Sagittario · magnitudine 5,5 · 35' di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in giugno
Ammasso aperto ricco e regolare, un centinaio di stelle di luminosità simile distribuite in modo uniforme. È un oggetto da basso ingrandimento e da cielo buio, dove il fondo di stelle della Via Lattea gli fa da sfondo. Poco frequentato perché sta accanto a oggetti più vistosi.
M25
IC 4725 · ammasso aperto · in Sagittario · magnitudine 4,6 · 31,3' di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in giugno
Ammasso aperto sparso e luminoso, con qualche stella gialla evidente fra le bianche. Sta in mezzo alla nube stellare del Sagittario, quindi va cercato a basso ingrandimento per staccarlo dal fondo. Un binocolo lo mostra bene.
M26
NGC 6694 · ammasso aperto · in Scudo · magnitudine 8 · 7,1' di diametro apparente · circa 5 mila anni luce · al meglio in giugno
Ammasso aperto piccolo e modesto nello Scudo, a un passo dal ben più famoso M11. Una trentina di stelle deboli, che chiedono un 150 mm per essere contate. Si osserva quasi solo perché è in lista.
M29 · Cooling Tower Cluster
NGC 6913 · ammasso aperto · in Cigno · magnitudine 7,1 · 12,7' di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in luglio
Ammasso aperto povero nel Cigno, poche stelle luminose disposte in un quadrato con due appendici. È immerso in un campo così ricco di stelle che fatica a distinguersi dal fondo: sotto un cielo buono si nota meno che sotto un cielo mediocre. Un caso in cui il contesto conta più dell’oggetto.
M34 · Spiral Cluster
NGC 1039 · ammasso aperto · in Perseo · magnitudine 5,5 · 48,4' di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in ottobre
Ammasso aperto grande e luminoso nel Perseo, con un centinaio di stelle sparse su un’area più grande della Luna piena. Vuole basso ingrandimento e un campo largo. In autunno è uno dei primi oggetti che si trovano a occhio, come una chiazza nebulosa fra Perseo e Andromeda.
M35 · Ammasso Fibbia
NGC 2168 · ammasso aperto · in Gemelli · magnitudine 5,3 · 38,3' di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in dicembre
Uno dei migliori ammassi aperti del cielo invernale, ricco, esteso e con stelle disposte in file curve. La cosa che lo rende speciale sta accanto: un secondo ammasso molto più lontano e compatto, che appare come una nuvoletta granulosa nello stesso campo. Il confronto fra i due, nella stessa inquadratura, è una lezione di prospettiva.
M36 · Pinwheel Cluster
NGC 1960 · ammasso aperto · in Auriga · magnitudine 6,3 · 120' di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in dicembre
Il più povero e giovane dei tre ammassi aperti dell’Auriga, sessanta stelle circa, tutte calde e bianche. Si osserva insieme a M37 e M38, che stanno a pochi gradi. Un binocolo li mostra tutti e tre come chiazze nella stessa serata.
M37 · Ammasso Sale e Pepe
NGC 2099 · ammasso aperto · in Auriga · magnitudine 6,2 · 19,3' di diametro apparente · circa 5 mila anni luce · al meglio in dicembre
Il migliore dei tre ammassi dell’Auriga e uno dei più belli in assoluto: centinaia di stelle fitte e uniformi, con una stella arancione al centro che spicca sul biancore delle altre. In un 150 mm riempie il campo. Se si ha tempo per uno solo dei tre, è questo.
M38 · Ammasso Stella Marina
NGC 1912 · ammasso aperto · in Auriga · magnitudine 7,4 · 19,6' di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in dicembre
Il terzo dell’Auriga, riconoscibile per la disposizione delle stelle che molti descrivono come una croce obliqua o una X. Meno ricco di M37 ma più strutturato di M36. Ha un piccolo ammasso compagno nello stesso campo, molto più debole.
M39 · Pyramid Cluster
NGC 7092 · ammasso aperto · in Cigno · magnitudine 4,6 · 120' di diametro apparente · circa 1 mila anni luce · al meglio in agosto
Ammasso aperto grande e povero nel Cigno, una trentina di stelle luminose sparse su un’area vasta. È un oggetto da binocolo puro: in telescopio si dissolve nel fondo ricchissimo della Via Lattea estiva. Va cercato a occhio nudo prima, come un addensamento appena percettibile.
M41 · Piccolo Presepe
NGC 2287 · ammasso aperto · in Cane Maggiore · magnitudine 4,5 · 39,8' di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in dicembre
Ammasso aperto luminoso quattro gradi sotto Sirio, quindi facilissimo da puntare. Un centinaio di stelle sparse con qualche gigante arancione ben visibile. Alcuni ritengono che sia l’oggetto nebuloso menzionato da Aristotele, ma l’identificazione non è dimostrata e va presa per quello che è: un’ipotesi.
M44 · Presepe
NGC 2632 · ammasso aperto · in Cancro · magnitudine 3,7 · 118' di diametro apparente · circa 610 anni luce · al meglio in gennaio
Il Presepe è visibile a occhio nudo come una macchia lattiginosa nel Cancro, ed è noto da millenni con questo nome. Un binocolo lo risolve in una quarantina di stelle: è l’oggetto per cui il binocolo batte qualunque telescopio, perché un telescopio ne inquadra un terzo. Sta al centro di una costellazione povera, quindi non c’è nulla che lo disturbi.
M45 · Pleiadi
ammasso aperto · in Toro · magnitudine 1,6 · 76,9' di diametro apparente · circa 440 anni luce · al meglio in novembre
Le Pleiadi sono il gruppo di stelle più famoso del cielo e l’unico oggetto del catalogo che quasi tutti hanno già visto senza saperlo. A occhio nudo se ne contano sei o sette, e il numero è un test classico della qualità del cielo. Il velo azzurro che le circonda nelle fotografie è polvere che riflette la loro luce: all’oculare non si vede quasi mai, e vederlo richiede cielo eccellente e ottiche pulitissime.
M46
NGC 2437 · ammasso aperto · in Poppa · magnitudine 6 · 25,3' di diametro apparente · circa 5 mila anni luce · al meglio in gennaio
Ammasso aperto ricco e uniforme, con una particolarità che lo rende celebre: sul suo bordo si proietta una piccola nebulosa planetaria, un anellino visibile in un 150 mm. La planetaria non appartiene all’ammasso, è molto più vicina a noi e capita sulla stessa linea di vista. Un oggetto e un inganno prospettico nello stesso campo.
M47
NGC 2422 · ammasso aperto · in Poppa · magnitudine 4,4 · 31,1' di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in gennaio
Ammasso aperto sparso e luminoso a un grado e mezzo da M46, e la coppia si osserva insieme per contrasto: M47 ha poche stelle brillanti, M46 tante deboli. Per un secolo la posizione registrata da Messier fu sbagliata e l’oggetto risultò mancante. Oggi l’identificazione è accettata.
M48
NGC 2548 · ammasso aperto · in Idra · magnitudine 5,5 · 44,3' di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in gennaio
Ammasso aperto grande e luminoso, anche questo dato per perduto a lungo perché Messier ne annotò male la posizione. Una cinquantina di stelle sparse in un’area grande quanto la Luna piena. Si trova in una zona povera dell’Idra, senza riferimenti comodi vicini.
M50 · Heart-Shaped Cluster
NGC 2323 · ammasso aperto · in Unicorno · magnitudine 5,9 · 31,6' di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in gennaio
Ammasso aperto di forma vagamente triangolare o a cuore, ricco di stelle deboli con qualche rossa evidente. Sta nell’Unicorno, in una zona invernale ricca ma poco battuta. Un 100 mm basta.
M52 · Scorpion Cluster
NGC 7654 · ammasso aperto · in Cassiopea · magnitudine 7,3 · 16' di diametro apparente · circa 5 mila anni luce · al meglio in settembre
Ammasso aperto ricco e compatto nel Cassiopea, con una stella arancione brillante a un’estremità. Si trova per prolungamento di due stelle della W, ed è un buon esercizio di salto di stella. Sta in una zona dove il fondo è così ricco che serve un po' di ingrandimento per staccarlo.
M67 · King Cobra or Golden Eye Cluster
NGC 2682 · ammasso aperto · in Cancro · magnitudine 6,1 · 25' di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in febbraio
Uno degli ammassi aperti più vecchi che si conoscano, con un’età stimata in miliardi di anni contro le decine di milioni degli ammassi giovani. Si vede: le stelle sono gialle e arancioni invece che bianche e azzurre, perché quelle calde si sono già spente. Un ammasso che si guarda sapendo cosa cercare, e allora dice molto.
M93 · Critter Cluster
NGC 2447 · ammasso aperto · in Poppa · magnitudine 6 · 24,2' di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in gennaio
Ammasso aperto compatto e ricco nella Poppa, con le stelle più luminose disposte a cuneo. Un 100 mm lo mostra bene. Sta abbastanza basso ma resta comodo dall’Italia in inverno.
M103
NGC 581 · ammasso aperto · in Cassiopea · magnitudine 7,4 · 7,4' di diametro apparente · circa 7 mila anni luce · al meglio in ottobre
Ammasso aperto piccolo e a forma di ventaglio nel Cassiopea, l’ultimo oggetto che Messier abbia inserito personalmente in catalogo. Poche decine di stelle, una delle quali rossa e ben visibile. Gli oggetti successivi sono stati aggiunti nel Novecento da altri.
Nebulose: le schede
M1 · Nebulosa Granchio
NGC 1952 · resto di supernova · in Toro · magnitudine 8,4 · 7' di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in dicembre
Il residuo dell’esplosione di supernova vista dalla Terra nel 1054 e registrata dagli astronomi cinesi. Nel telescopio non è un granchio né una girandola: è una macchia ovale, grigia, senza dettaglio, che un 80 mm mostra sotto un buon cielo e un 200 mm rende appena screziata. Sta a un grado e mezzo dalla punta del corno meridionale del Toro, il che la rende una delle poche nebulose facili da trovare al primo colpo.
M8 · Nebulosa Laguna
NGC 6523 · nebulosa con ammasso · in Sagittario · magnitudine 4,6 · circa 4 mila anni luce · al meglio in giugno
La Laguna è una delle due o tre nebulose che un binocolo mostra davvero, non come sospetto. La zona luminosa è attraversata da un solco scuro, che è quello che le dà il nome, e dentro c’è un ammasso di stelle giovani nate dalla nebulosa stessa. Con un filtro per nebulose il contrasto raddoppia, ed è il primo oggetto su cui vale la pena provarne uno.
M16 · Nebulosa Aquila
NGC 6611 · nebulosa a emissione con ammasso · in Serpente · magnitudine 6,4 · 80' di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in giugno
L’Aquila, famosa per la fotografia dei suoi pilastri di polvere, che a occhio non si vedono. Quello che si vede è l’ammasso di stelle giovani, evidente in qualunque strumento, con la nebulosa attorno che compare come un velo solo sotto cielo buio e ancora meglio con un filtro. È il caso da manuale della differenza fra fotografia e visuale.
M17 · Omega, Swan, Horseshoe, Lobster, or Checkmark Nebula
NGC 6618 · nebulosa a emissione con ammasso · in Sagittario · magnitudine 6 · 1,63' di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in giugno
La nebulosa Omega, o Cigno, è probabilmente la nebulosa più facile del cielo estivo dopo la Laguna. Ha una barra luminosa con un gancio che le dà la forma di un 2 o di un cigno, e regge bene l’ingrandimento. È anche uno degli oggetti su cui il filtro per nebulose fa la differenza più netta.
M20 · Nebulosa Trifida
NGC 6514 · nebulosa a emissione con ammasso · in Sagittario · magnitudine 6,3 · 28' di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in giugno
La Trifida prende il nome dai tre solchi di polvere che dividono la parte luminosa, visibili in un 150 mm sotto cielo buio. Accanto c’è una porzione azzurra, di natura diversa, che riflette la luce di una stella invece di brillare per conto proprio. Le due parti reagiscono ai filtri in modo opposto, ed è un ottimo esercizio per capire cosa fa un filtro.
M27 · Nebulosa Manubrio
NGC 6853 · nebulosa planetaria · in Volpetta · magnitudine 7,4 · 6,7' di diametro apparente · circa 860 anni luce · al meglio in luglio
Il Manubrio è la nebulosa planetaria più facile del cielo, e la prima che conviene provare. In un 100 mm è un rettangolo luminoso con due lati mangiati; in un 200 mm la forma diventa un torsolo di mela, con la parte più debole che riempie i lati. Regge il filtro e regge l’ingrandimento, cosa rara per un oggetto così esteso.
M42 · Grande Nebulosa di Orione
NGC 1976 · nebulosa a emissione · in Orione · magnitudine 4 · 66' di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in dicembre
La grande nebulosa di Orione è l’oggetto che nessuna descrizione rende: è l’unica nebulosa in cui l’occhio percepisce struttura, sfumature e, sotto cielo buono, un accenno di colore verdastro. Al centro il Trapezio, quattro stelle giovani che la illuminano, si separa già in un 60 mm, e in un 150 mm ne compaiono altre due. È anche l’oggetto più facile del catalogo: si vede a occhio nudo come la stella centrale sfocata della spada.
M43 · Nebulosa di De Mairan
NGC 1982 · nebulosa a emissione · in Orione · magnitudine 9 · al meglio in dicembre
La parte staccata della nebulosa di Orione, separata dalla principale da una lingua di polvere scura. Ha una sua stella illuminante e una forma a virgola. Si osserva insieme a M42, e conviene sapere che c’è: altrimenti la si scambia per un’appendice.
M57 · Nebulosa Anello
NGC 6720 · nebulosa planetaria · in Lira · magnitudine 8,8 · 1,15' di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in luglio
L’Anello è la nebulosa planetaria che tutti conoscono, e a differenza di molti oggetti famosi non delude: è un anellino grigio, piccolo ma nettissimo, con il centro visibilmente più scuro del bordo già in un 100 mm. Sopportare ingrandimenti alti è la sua caratteristica migliore. La stella centrale è fuori portata per quasi tutti gli strumenti amatoriali.
M76 · Piccolo Manubrio
NGC 650 · nebulosa planetaria · in Perseo · magnitudine 10,1 · 2,31' di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in ottobre
La Piccola Manubrio è la nebulosa planetaria più debole del catalogo, e la meno frequentata. Ha la stessa forma a torsolo di M27 ma dieci volte più piccola e molto più fioca. Con un filtro e un 200 mm i due lobi si separano, ed è una soddisfazione meritata.
M78
NGC 2068 · nebulosa diffusa · in Orione · magnitudine 8,3 · al meglio in dicembre
La nebulosa a riflessione più luminosa del cielo, e non è un gran titolo: si presenta come una macchia debole e sfumata con due stelle immerse, che la illuminano senza farla brillare di luce propria. Sta in Orione, a nord della cintura, in una zona affollata di nebulose molto più famose. I filtri per nebulose non aiutano: la luce è riflessa, non emessa.
M97 · Nebulosa Civetta
NGC 3587 · nebulosa planetaria · in Orsa Maggiore · magnitudine 9,9 · 3,33' di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in marzo
La nebulosa Gufo prende il nome da due macchie scure interne che ricordano gli occhi di un rapace, visibili solo con diametri generosi, cielo buio e un filtro. Senza filtro è un disco grigio uniforme, grande ma di bassa luminosità superficiale. È uno degli oggetti che più guadagnano da un filtro per nebulose.
Galassie: le schede
M31 · Galassia di Andromeda
NGC 224 · galassia a spirale · in Andromeda · magnitudine 3,4 · 200' di diametro apparente · circa 2,5 milioni di anni luce · al meglio in settembre
La galassia di Andromeda è l’oggetto più lontano visibile a occhio nudo, e l’unico del catalogo che nessuno strumento riesce a contenere: è larga sei lune piene. In un binocolo si vede il nucleo con l’alone allungato; in un telescopio si perde, perché il campo non basta. Le due bande di polvere del disco chiedono cielo buio e diametro, ed è proprio quello che le fotografie mostrano con facilità e l’occhio quasi mai.
M32 · Andromeda Satellite #1
NGC 221 · galassia nana ellittica · in Andromeda · magnitudine 8,1 · 3,38' di diametro apparente · circa 2,5 milioni di anni luce · al meglio in settembre
Galassia ellittica nana in orbita attorno ad Andromeda, e la si vede nello stesso campo, come una macchia rotonda e compatta a sud del nucleo. È così concentrata da sembrare una stella sfocata. Insieme a M110 forma il terzetto che rende quel campo il più affollato del cielo boreale.
M33 · Galassia del Triangolo
NGC 598 · galassia a spirale · in Triangolo · magnitudine 5,7 · 60,3' di diametro apparente · circa 2,8 milioni di anni luce · al meglio in ottobre
La galassia del Triangolo è l’esempio perfetto di quanto ingannino le magnitudini: è di quinta grandezza, quindi in teoria visibile a occhio nudo, ma la sua luce è spalmata su un’area enorme e sotto un cielo mediocre sparisce del tutto. In compenso, da un sito buio e con un binocolo, è uno spettacolo. È la terza galassia a spirale del Gruppo Locale, dopo la nostra e Andromeda.
M49
NGC 4472 · galassia ellittica · in Vergine · magnitudine 8,4 · 8,24' di diametro apparente · circa 56 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Galassia ellittica gigante, la più luminosa del gruppo della Vergine, e la prima galassia dell’ammasso a essere scoperta. Nell’oculare è una palla di luce senza struttura, e questo vale per tutte le ellittiche: non c’è niente da risolvere. Il suo interesse è che segna il centro di un ammasso di migliaia di galassie.
M51 · Galassia Vortice
NGC 5194 · galassia a spirale · in Cani da Caccia · magnitudine 8,4 · 9,04' di diametro apparente · circa 25 milioni di anni luce · al meglio in aprile
La galassia Vortice è la prima in cui sia mai stata riconosciuta una struttura a spirale, nel 1845, con un telescopio enorme per l’epoca. Sotto un cielo buio i bracci si intuiscono già in un 200 mm, ma sotto un cielo suburbano restano due macchie e basta. La compagna più piccola, collegata a un braccio, è quello che rende il campo memorabile.
M58
NGC 4579 · galassia a spirale barrata · in Vergine · magnitudine 9,7 · 5,71' di diametro apparente · circa 55 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Galassia a spirale barrata nel cuore dell’ammasso della Vergine. Nell’oculare è una macchia ovale con nucleo luminoso; la barra si intuisce solo con diametri generosi e cielo buio. Sta in un campo dove nella stessa inquadratura si contano altre galassie, ed è lì il piacere.
M59
NGC 4621 · galassia ellittica · in Vergine · magnitudine 9,6 · 5,58' di diametro apparente · circa 50 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Ellittica della Vergine, ovale e senza struttura, che si osserva quasi sempre insieme a M60 perché stanno nello stesso campo a basso ingrandimento. È il tipo di oggetto che ha senso in serie: da sola non dice niente, in fila con le altre racconta com’è fatto un ammasso di galassie.
M60
NGC 4649 · galassia ellittica · in Vergine · magnitudine 8,8 · 6,43' di diametro apparente · circa 57 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Ellittica grande e luminosa, la più vistosa del suo angolo della Vergine, con una galassia a spirale molto più debole appiccicata al fianco. In un 200 mm la coppia si separa, e la differenza fra la palla liscia e la macchia sfilacciata accanto è istruttiva. È anche l’ultimo oggetto comodo prima di perdersi nella folla dell’ammasso.
M61 · Swelling Spiral Galaxy
NGC 4303 · galassia a spirale · in Vergine · magnitudine 9,7 · 5' di diametro apparente · circa 55 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Spirale barrata vista quasi di faccia, uno dei pochi oggetti della Vergine in cui la struttura si intuisce davvero. Vista di faccia significa luce distribuita su tutta la superficie, quindi bassa luminosità superficiale: vuole cielo buio più che diametro. Ha ospitato più supernovae di quasi ogni altra galassia del catalogo.
M63 · Galassia Girasole
NGC 5055 · galassia a spirale · in Cani da Caccia · magnitudine 8,6 · 13,2' di diametro apparente · circa 27 milioni di anni luce · al meglio in aprile
La galassia Girasole, spirale vista di tre quarti con bracci corti e frammentati invece che continui. In un 200 mm il disco appare screziato, e questa granulosità è la struttura a spirale che si intuisce senza risolversi. Sta a pochi gradi da M51, e la coppia si fa nella stessa serata.
M64 · Galassia Occhio Nero
NGC 4826 · galassia a spirale · in Chioma di Berenice · magnitudine 8,5 · 11' di diametro apparente · circa 17 milioni di anni luce · al meglio in aprile
L’Occhio Nero è l’unica galassia del catalogo in cui un dettaglio scuro si vede con facilità: una banda di polvere spessa che copre parte del nucleo, evidente già in un 150 mm sotto buon cielo. Sotto un cielo mediocre resta un ovale liscio. È il miglior oggetto per capire quanto il cielo, più del diametro, decida cosa si vede.
M65 · Tripletto del Leone
NGC 3623 · galassia a spirale barrata · in Leone · magnitudine 9,3 · 16' di diametro apparente · circa 38 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Spirale vista quasi di taglio, il primo membro del terzetto del Leone. Da sola sarebbe un oggetto qualunque; il suo valore è che sta in un campo con altre due galassie, tutte visibili insieme a basso ingrandimento in un 150 mm. Il terzetto è uno dei migliori campi multipli del cielo primaverile.
M66 · Tripletto del Leone
NGC 3627 · galassia a spirale barrata · in Leone · magnitudine 8,9 · 11,4' di diametro apparente · circa 30 milioni di anni luce · al meglio in marzo
La compagna di M65, più luminosa e visibilmente deformata dall’interazione con le vicine. In un 200 mm il disco appare irregolare e più esteso da un lato. Il confronto immediato con M65, che è molto più regolare, è proprio la ragione per osservarle insieme.
M74 · Galassia Fantasma
NGC 628 · galassia a spirale · in Pesci · magnitudine 9,4 · 6,7' di diametro apparente · circa 32 milioni di anni luce · al meglio in ottobre
La galassia più difficile del catalogo, o quasi: una spirale perfetta vista di faccia, la cui luce è spalmata su un’area ampia. Sotto cielo suburbano è invisibile anche con diametri generosi; sotto cielo buio, con un 250 mm, i bracci si intuiscono. È l’oggetto con cui si misura davvero la qualità di un sito.
M77 · Cetus A or Squid Galaxy
NGC 1068 · galassia a spirale · in Balena · magnitudine 8,9 · 5,5' di diametro apparente · circa 50 milioni di anni luce · al meglio in ottobre
Galassia a spirale con un nucleo estremamente luminoso e attivo: è il prototipo di una classe di galassie il cui centro emette molta più energia di quanto le stelle giustifichino. Nell’oculare si vede il nucleo puntiforme e brillante e poco altro. Un oggetto che si osserva sapendo cosa si sta guardando.
M81 · Galassia di Bode
NGC 3031 · galassia a spirale · in Orsa Maggiore · magnitudine 6,9 · 21,4' di diametro apparente · circa 12 milioni di anni luce · al meglio in febbraio
La galassia di Bode è una spirale grande e luminosa, forse la più facile del cielo dopo Andromeda. Il nucleo è brillante e i bracci si intuiscono in un 200 mm sotto cielo buio. Sta nello stesso campo di M82, e la coppia entra insieme in un binocolo: è uno dei migliori campi doppi del cielo boreale.
M82 · Galassia Sigaro
NGC 3034 · galassia con formazione stellare intensa · in Orsa Maggiore · magnitudine 8,4 · circa 12 milioni di anni luce · al meglio in febbraio
La compagna di M81 è l’opposto esatto: un fuso stretto, irregolare, attraversato da tagli scuri, in piena esplosione di formazione stellare per effetto dell’incontro gravitazionale con la vicina. In un 150 mm le irregolarità del disco si vedono già. Osservate insieme, M81 e M82 mostrano in un solo campo due modi diversi di essere una galassia.
M83 · Galassia Girandola del Sud
NGC 5236 · galassia a spirale barrata · in Idra · magnitudine 7,6 · 13,8' di diametro apparente · circa 15 milioni di anni luce · al meglio in aprile
Spirale barrata vista di faccia, bellissima nelle fotografie e ingrata dall’Italia: sta così a sud che non sale mai abbastanza. Chi la osserva da latitudini basse la trova strutturata e luminosa. Dal nord Italia è una macchia bassa nella foschia.
M84
NGC 4374 · galassia lenticolare · in Vergine · magnitudine 9,1 · 6,46' di diametro apparente · circa 58 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Ellittica luminosa che segna un estremo della Catena di Markarian, la fila di galassie che attraversa il centro dell’ammasso della Vergine. Da sola è una palla di luce; il senso è che con un basso ingrandimento se ne vedono sei o sette in fila nello stesso campo. È il posto in cui un telescopio modesto mostra la struttura dell’universo su grande scala.
M85
NGC 4382 · galassia lenticolare · in Chioma di Berenice · magnitudine 9,1 · 6,89' di diametro apparente · circa 58 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Galassia lenticolare luminosa, la più settentrionale dell’ammasso della Vergine. Le lenticolari sono una via di mezzo fra ellittiche e spirali: hanno un disco ma non bracci. All’oculare, come le ellittiche, sono ovali lisci.
M86
NGC 4406 · galassia lenticolare · in Vergine · magnitudine 8,9 · 9,34' di diametro apparente · circa 55 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Ellittica compagna di M84, nello stesso campo. Le due insieme sono il punto di partenza classico per percorrere la Catena di Markarian, spostandosi di poco per volta e contando quante galassie entrano nel campo. Un esercizio che sotto cielo buono arriva a una decina.
M87 · Vergine A
NGC 4486 · galassia ellittica · in Vergine · magnitudine 8,6 · 6,3' di diametro apparente · circa 56 milioni di anni luce · al meglio in marzo
La galassia più massiccia dell’ammasso della Vergine, e quella che ospita il buco nero di cui è stata pubblicata la prima immagine nel 2019. All’oculare è una palla di luce indistinguibile dalle altre ellittiche, e il getto di materia che esce dal nucleo è fuori portata visuale. Vale per quello che rappresenta.
M88
NGC 4501 · galassia a spirale · in Chioma di Berenice · magnitudine 9,6 · 6,69' di diametro apparente · circa 63 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Spirale vista di tre quarti, una delle più fotogeniche della Vergine, ben strutturata anche nelle fotografie amatoriali. Visualmente è un ovale luminoso con nucleo evidente. Sta nella parte affollata dell’ammasso, quindi si arriva per salti brevi da una galassia all’altra.
M89
NGC 4552 · galassia ellittica · in Vergine · magnitudine 9,8 · 4,36' di diametro apparente · circa 52 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Ellittica quasi perfettamente sferica, e questa è la sua unica caratteristica notevole: quasi tutte le ellittiche appaiono ovali. All’oculare è una macchia rotonda e uniforme. Si prende in serie con le vicine.
M90 · Carabin Galaxy
NGC 4569 · galassia a spirale · in Vergine · magnitudine 9,5 · 9,6' di diametro apparente · circa 54 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Spirale grande e luminosa della Vergine, con un disco che in fotografia appare stranamente compresso. Si sta allontanando dall’ammasso, e le sue zone di formazione stellare sono in via di esaurimento. Visualmente è un ovale allungato con nucleo brillante, uno dei più facili del gruppo.
M91
NGC 4548 · galassia a spirale barrata · in Chioma di Berenice · magnitudine 10,2 · 5,25' di diametro apparente · circa 55 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Fra gli oggetti del catalogo con la storia più contorta: la posizione annotata da Messier non conteneva nulla, e per due secoli M91 fu considerato perduto o un doppione. L’identificazione oggi accettata, proposta nel 1969, è una spirale barrata debole della Vergine, e regge perché spiega l’errore come uno scambio di riferimento durante la misura. All’oculare è un ovale fioco che chiede cielo buio.
M94 · Crocodile Eye or Cat's Eye Galaxy
NGC 4736 · galassia a spirale · in Cani da Caccia · magnitudine 8,2 · 6,99' di diametro apparente · circa 15 milioni di anni luce · al meglio in aprile
Galassia a spirale con un nucleo molto luminoso circondato da un anello di formazione stellare. Visualmente si vede il nucleo brillante e un alone rotondo attorno, senza struttura: la spirale non si risolve. Sta comoda nei Cani da Caccia, alta d’estate.
M95
NGC 3351 · galassia a spirale barrata · in Leone · magnitudine 9,7 · 5,6' di diametro apparente · circa 32 milioni di anni luce · al meglio in febbraio
Spirale barrata vista di faccia, con una barra netta e un anello attorno nelle fotografie. All’oculare è un ovale debole con nucleo, e la barra resta fuori portata sotto quasi tutti i cieli. Si osserva in coppia con M96, che sta a poco più di un grado.
M96
NGC 3368 · galassia a spirale · in Leone · magnitudine 9,2 · 6,59' di diametro apparente · circa 34 milioni di anni luce · al meglio in febbraio
La più luminosa del suo gruppo nel Leone, un ovale con nucleo evidente. Con M95 e M105 forma un terzetto che entra in due campi contigui a basso ingrandimento. È il secondo gruppo di galassie del Leone, distinto dal terzetto di M65 e M66.
M98
NGC 4192 · galassia a spirale · in Chioma di Berenice · magnitudine 10,1 · 10,9' di diametro apparente · circa 55 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Spirale vista quasi di taglio nella Chioma di Berenice, debole e allungata. Ha una particolarità rara: si sta avvicinando a noi invece di allontanarsi, perché il suo moto dentro l’ammasso della Vergine supera l’espansione generale. All’oculare non si vede nulla di tutto ciò: serve cielo buio anche solo per trovarla.
M99 · St. Catherine's Wheel
NGC 4254 · galassia a spirale · in Chioma di Berenice · magnitudine 9,9 · 4,6' di diametro apparente · circa 54 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Spirale vista di faccia con bracci asimmetrici, uno visibilmente più lungo degli altri. È fra le poche galassie della Vergine in cui un 250 mm sotto cielo buio lascia intuire la struttura. La bassa luminosità superficiale la rende comunque difficile.
M100 · Mirror Galaxy
NGC 4321 · galassia a spirale · in Chioma di Berenice · magnitudine 9,3 · 6,31' di diametro apparente · circa 50 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Una delle spirali più grandi dell’ammasso della Vergine, vista di faccia. Grande significa luce diluita: è luminosa sulla carta e deludente all’oculare sotto cielo mediocre. Sotto cielo buio il disco appare screziato attorno a un nucleo brillante.
M101 · Galassia Girandola
NGC 5457 · galassia a spirale · in Orsa Maggiore · magnitudine 7,9 · 21,9' di diametro apparente · circa 23 milioni di anni luce · al meglio in aprile
La galassia Girandola è l’esempio più netto dell’inganno delle magnitudini: è di ottava grandezza, quindi in teoria facile, ma la sua luce è distribuita su un’area quasi grande quanto la Luna piena. Sotto cielo suburbano è invisibile; sotto cielo buio, con un 200 mm, i bracci si aprono in modo memorabile. Prima di darsi la colpa dello strumento, conviene guardare il cielo che si ha.
M102 · Galassia Fuso
NGC 5866 · galassia lenticolare · in Dragone · magnitudine 9,9 · 6,31' di diametro apparente · circa 48 milioni di anni luce · al meglio in maggio
L’oggetto più discusso del catalogo: la posizione pubblicata era ambigua e Messier stesso indicò in seguito che poteva trattarsi di una ripetizione di M101. L’identificazione oggi più seguita è una galassia lenticolare vista di taglio nel Dragone, tagliata da una banda di polvere netta, che è un bell’oggetto in un 200 mm. Il dubbio resta e va detto: non è una questione chiusa.
M104 · Galassia Sombrero
NGC 4594 · galassia a spirale · in Vergine · magnitudine 8 · 8,51' di diametro apparente · circa 37 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Il Sombrero è una delle galassie più riconoscibili del cielo: un fuso luminoso tagliato per il lungo da una banda di polvere netta, visibile in un 200 mm sotto buon cielo. Il rigonfiamento centrale è enorme rispetto al disco, e questo le dà la forma di cappello. Sta bassa, al confine fra Vergine e Corvo, quindi va presa quando culmina.
M105
NGC 3379 · galassia ellittica · in Leone · magnitudine 9,3 · 5,13' di diametro apparente · circa 36 milioni di anni luce · al meglio in febbraio
Ellittica luminosa nel Leone, il terzo membro del gruppo con M95 e M96. Ha due galassie compagne nello stesso campo, una delle quali abbastanza luminosa da vedersi in un 150 mm. Il campo triplo è più interessante dell’oggetto singolo.
M106
NGC 4258 · galassia a spirale · in Cani da Caccia · magnitudine 8,4 · 17,8' di diametro apparente · circa 24 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Spirale grande e luminosa nei Cani da Caccia, con un nucleo attivo che emette molto più del normale. Visualmente è un ovale allungato e brillante, uno dei più facili fra le galassie primaverili. In un 250 mm sotto cielo buio i bracci interni si intuiscono.
M108 · Surfboard Galaxy
NGC 3556 · galassia a spirale barrata · in Orsa Maggiore · magnitudine 10 · 14,6' di diametro apparente · circa 32 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Spirale vista di taglio, un fuso stretto e irregolare senza nucleo evidente, a poco più di un grado dalla nebulosa Gufo. La coppia si osserva insieme: una galassia e una planetaria nello stesso campo a basso ingrandimento, cosa non comune. Sta comoda sotto il carro dell’Orsa Maggiore.
M109 · Vacuum Cleaner Galaxy
NGC 3992 · galassia a spirale barrata · in Orsa Maggiore · magnitudine 9,8 · 8,2' di diametro apparente · circa 77 milioni di anni luce · al meglio in marzo
Spirale barrata vista di faccia, debole, immediatamente a fianco di una delle stelle del carro. La stella brillante così vicina è un fastidio vero: conviene tenerla fuori dal campo per vedere la galassia. La barra è fuori portata visuale sotto quasi tutti i cieli.
M110 · Andromeda Satellite #2
NGC 205 · galassia nana ellittica · in Andromeda · magnitudine 8,5 · 3,33' di diametro apparente · circa 2,6 milioni di anni luce · al meglio in settembre
La seconda compagna di Andromeda, più grande e più diffusa di M32 e per questo meno evidente, nonostante sia più luminosa sulla carta. Sta dalla parte opposta del nucleo rispetto a M32. Fu disegnata da Messier ma inserita in catalogo soltanto nel 1966, ed è l’oggetto che chiude la lista dei centodieci.
Gli oggetti che non sono niente di tutto questo: le schede
M24 · Piccola Nube del Sagittario
IC 4715 · nube stellare della Via Lattea · in Sagittario · magnitudine 2,5 · 120' di diametro apparente · al meglio in giugno
Non è un ammasso: è una finestra. La polvere della Via Lattea si dirada per un tratto e lascia vedere un banco di stelle molto più lontane, largo quanto tre lune piene. È l’unico oggetto del catalogo che va guardato col binocolo o a occhio nudo, perché un telescopio ci entra dentro e la finestra sparisce.
M40 · Winnecke 4
doppia ottica · in Orsa Maggiore · magnitudine 8,4 · al meglio in marzo
Non è un oggetto: è un errore, e resta in catalogo per ragioni storiche. Messier cercò in quella posizione una nebulosa segnalata da altri, non la trovò, e annotò la coppia di stelle che c’era. Sono due stelle di nona grandezza senza alcun legame fisico, e vedere quel niente ha un suo valore didattico: ricorda cos’era davvero il lavoro di chi compilava cataloghi con strumenti piccoli.
M73
NGC 6994 · asterismo · in Acquario · magnitudine 9 · circa 2 mila anni luce · al meglio in agosto
Quattro stelle disposte a Y, e nient’altro. Messier le annotò perché gli sembrarono avvolte da nebulosità, che non c’è. Oggi si sa che nemmeno le quattro stelle formano un gruppo fisico: è un allineamento prospettico, e resta in catalogo come promemoria dei limiti degli strumenti del Settecento.
Come si usa questa lista, in pratica
Farli tutti in una notte è una tradizione, la maratona Messier, e si tenta solo a fine marzo, l’unico periodo dell’anno in cui nessuno di loro sta dalla parte del Sole. È un esercizio di velocità, non di osservazione: si guarda ogni oggetto per venti secondi e si passa oltre.
Il modo che rende di più è l’opposto. Si prendono tre o quattro oggetti della stessa zona, si osservano a lungo, e si confrontano: due globulari a pochi gradi con concentrazione diversa, una galassia di taglio e una di faccia nello stesso campo, un ammasso giovane e uno vecchio. È nel confronto che si impara a vedere, e dopo qualche serata si riconosce il tipo di oggetto prima di leggere l’etichetta.
Per costruire la serata: la colonna del mese dice quando l’oggetto culmina a mezzanotte, quindi quando è comodo; le due colonne dell’altezza dicono se stanotte vale la pena. Se vuoi una sequenza già ordinata con gli orari, la prepara il taccuino della serata partendo dalla tua postazione e dal tuo strumento. Se un oggetto non lo trovi, il problema è quasi sempre il cielo e non lo strumento: la scala Bortle spiega perché, e l’occhio al buio spiega come recuperare mezza magnitudine senza spendere niente.
Da dove vengono questi numeri
Vale la pena dirlo, perché i cataloghi in giro si copiano fra loro e gli errori si propagano.
- Coordinate, tipo, costellazione e magnitudine vengono dal catalogo osservativo di questo sito, lo stesso che alimenta gli altri strumenti. Le magnitudini sono quelle integrate dell’oggetto intero: per le nebulose planetarie non vanno confuse con quella della stella centrale, che è tutt’altro numero e molto più debole.
- Numero NGC, dimensione apparente e distanza vengono da SIMBAD, la banca dati astronomica del Centro dati di Strasburgo. La distanza è la mediana delle misure raccolte lì: per gli oggetti lontani le misure differiscono anche del dieci o venti per cento a seconda del metodo, ed è il motivo per cui qui compaiono arrotondate e precedute da “circa”.
- La dimensione apparente di un oggetto diffuso dipende da dove si decide che finisce: cataloghi diversi danno numeri diversi per lo stesso oggetto, e la differenza non è un errore ma una convenzione. Va letta come ordine di grandezza.
- Altezza attuale, altezza massima e mese migliore li calcola il motore del sito sulle coordinate della postazione, non sono presi da nessuna parte. Il mese è quello in cui l’oggetto culmina a mezzanotte.
- Le descrizioni sono osservative: dicono cosa mostra l’oculare, non cosa mostra una fotografia a lunga posa. Dove un dato non è verificabile non compare, e dove una questione è aperta — M91, M102 — è scritto che è aperta.
Fonti
- Identificativi NGC, dimensioni apparenti e misure di distanza: SIMBAD, Centre de Données astronomiques de Strasbourg.
- Storia del catalogo, edizioni del 1774 e del 1781 e aggiunte novecentesche: SEDS Messier Database, sezione storica.
- Posizioni, altezze e orari: calcolati dal motore di AstroMerlin, verificato contro le effemeridi pubblicate come descritto nelle guide.
