Catalogo Caldwell

Centonove oggetti scelti da Patrick Moore fra quelli che Charles Messier non aveva messo nella sua lista, elencati uno per uno con quello che si vede davvero nell’oculare e non nelle fotografie: che diametro serve, in che mese conviene, quanto è alto stanotte dal posto da cui osservi e se dall’Italia sorge davvero. Sotto la tabella ci sono le schede di tutti, raggruppate per tipo.

Il catalogo Caldwell non è una classificazione

Lo ha compilato l’astronomo e divulgatore inglese Patrick Moore, per decenni conduttore di The Sky at Night alla BBC. L’idea gli venne nel 1982, quando era presidente della British Astronomical Association: chi osserva solo i Messier si perde molti degli oggetti più belli del cielo, a cominciare da quelli australi che da Parigi non si vedevano. La lista fu pubblicata da Sky & Telescope nel dicembre 1995.

Il nome viene da un cognome di famiglia, Caldwell: Moore non voleva usare il proprio, perché la sigla M si sarebbe confusa con quella di Messier. Per questo gli oggetti si chiamano C1, C2 e così via fino a C109.

Come il catalogo Messier, non è una classificazione: è la scelta personale di un osservatore, e infatti non è mai mancato chi l’ha criticata. Dentro convivono il Doppio Ammasso del Perseo e galassie di undicesima grandezza, la Nebulosa Nord America e piccole planetarie da alto ingrandimento. La numerazione però ha una logica precisa: va da nord a sud, per declinazione. C1 è il più vicino al polo nord celeste, C109 il più vicino al polo sud. È il motivo per cui i primi numeri sono comodi dall’Italia e gli ultimi, quasi tutti, non sorgono mai sopra il nostro orizzonte.

La classificazione vera: cosa sono questi oggetti

Quella che segue è la classificazione per natura fisica, che il catalogo non ha e che serve a sapere cosa aspettarsi prima di puntare. I conteggi sono fatti sui 109 oggetti di questa pagina, con gli stessi gruppi del filtro della tabella.

Ammassi globulari — 18 oggetti

Palle di centinaia di migliaia di stelle vecchie in orbita attorno alla nostra galassia. Sono il gruppo più sbilanciato verso sud: fra i 18 del catalogo ci sono Omega Centauri e 47 Tucanae, i due globulari più grandi e luminosi del cielo, ma dalla latitudine di Roma solo quattro (C25, C42, C47 e C66) salgono oltre i venti gradi. Gli altri restano rasoterra o non sorgono, e sono il motivo per cui il Caldwell si completa solo con un viaggio a sud.

All’oculare seguono la stessa progressione dei globulari Messier: stella sfocata in binocolo, macchia con il centro denso in un 100 mm, bordo che si risolve in stelle da un 150-200 mm in su. Qui però molti sono più piccoli o più lontani, e chiedono diametro: C25, NGC 2419, è a circa 270 mila anni luce ed è uno dei globulari più distanti alla portata di un telescopio amatoriale.

Ammassi aperti — 29 oggetti

Gruppi di stelle giovani nate insieme, ancora dentro il disco della galassia. Tre di questi sono ancora immersi nella nube che li ha formati (C19 Nebulosa Bozzolo, C50 al centro della Rosetta, C100 nel Centauro) e la tabella li conta qui, perché all’oculare quello che si vede per primo sono le stelle.

Sono gli oggetti più facili del catalogo e spesso i più grandi: il Doppio Ammasso del Perseo e le Iadi sono a occhio nudo, e molti altri stanno meglio in un binocolo che in un telescopio, perché ingrandirli troppo significa uscire dall’ammasso. Basso ingrandimento e campo largo sono la regola.

Nebulose — 14 oggetti

Sotto lo stesso nome stanno cose diverse. Le nebulose a emissione, come la Nord America, la Rosetta o la Crescente, sono gas acceso dalla luce ultravioletta di stelle giovani o massicce. Le nebulose a riflessione, come la Nebulosa variabile di Hubble, rimandano la luce di una stella vicina. I due pezzi della Nebulosa Velo sono un resto di supernova, filamenti di gas lasciati da un’esplosione di migliaia di anni fa. Il Sacco di Carbone è l’unico oggetto del catalogo che si vede per contrasto: una nube di polvere che oscura le stelle della Via Lattea australe.

Per le nebulose a emissione e per la Velo il filtro per nebulose (UHC o OIII) fa la differenza fra non vedere niente e vedere la forma: lascia passare le poche righe dello spettro in cui il gas emette e taglia l’inquinamento luminoso. Sulle nebulose a riflessione non serve, perché la loro luce è quella della stella, su tutti i colori.

Nebulose planetarie — 13 oggetti

Il Caldwell ne ha molte più del Messier, che ne conta 4, e sono fra le cose migliori della lista: l’Occhio di Gatto, la Palla di Neve Blu, la Saturno, l’Eschimese, la Elica. Sono gli involucri di gas espulsi da stelle come il Sole alla fine della loro vita, e il nome è un equivoco antico dovuto al loro aspetto di dischetto, simile a quello di un pianeta.

La maggior parte è piccola e molto luminosa per unità di superficie: regge ingrandimenti alti anche sotto un cielo cittadino, ed è il tipo di oggetto da guardare quando la Luna rovina tutto il resto. Fa eccezione la Elica, grande quasi come mezza Luna piena e debole, che vuole cielo buio, basso ingrandimento e filtro OIII.

Galassie — 35 oggetti

Il gruppo più numeroso, e quello in cui conviene più che altrove ricordare che la magnitudine inganna. Una galassia grande come la NGC 247 o la IC 1613 spalma la sua luce su un’area enorme ed è molto più difficile di una galassia piccola e compatta della stessa magnitudine. Il numero che conta è la luminosità superficiale, e sulle galassie diffuse sotto un cielo cittadino è troppo bassa per qualunque strumento.

Ci sono alcune delle più belle per chi osserva dall’Italia, come la Galassia Ago di taglio, la NGC 891 con la sua banda di polvere, la Galassia dello Scultore bassa a sud in autunno, e altre che dall’Italia restano un’impresa o non sorgono, come Centaurus A. Quelle viste di taglio rendono di più all’oculare; quelle viste di faccia vogliono diametro e cielo davvero buio.

Dall’Italia: quanti si vedono davvero

Dalla latitudine di Roma 80 dei 109 oggetti sorgono, ma solo 66 salgono oltre i venti gradi, la soglia sotto la quale l’atmosfera spegne quasi tutto. Dalla Sicilia meridionale se ne guadagna qualcuno, dalle Alpi se ne perde qualcuno. La colonna Max della tabella lo calcola per la tua postazione, e la spunta “solo quelli che sorgono da qui” nasconde gli altri.

La tabella: cosa si vede stanotte

Le colonne dell’altezza sono calcolate adesso per la postazione impostata nella barra in basso: Max è l’altezza più alta che l’oggetto può raggiungere da lì (“mai” se non sorge), Ora è l’altezza in questo momento e Meglio stanotte l’altezza massima delle prossime dodici ore, con l’ora in cui succede. Sotto i venti gradi conviene lasciar perdere, perché la luce attraversa troppa atmosfera. Dove la magnitudine ha una B, il valore è quello nel blu, l’unico disponibile nel catalogo.

— · postazione: —

Scorri la tabella lateralmente per leggere tutte le colonne. Tocca un oggetto per aprire la sua scheda subito sotto; toccalo di nuovo per chiuderla.

SiglaNGCNomeTipoCostellazioneMag.Dim.MaxOraMeglio stanotteMese
NGC 188ammasso apertoCefeo8,118′47°——settembre
NGC 40Nebulosa Papillonnebulosa planetariaCefeo11,3 B48″59°——settembre
NGC 4236galassiaDrago9,824′62°——marzo
NGC 7023Nebulosa IrisnebulosaCefeo7,2 B10′64°——agosto
IC 342galassiaGiraffa9,7 B20′64°——novembre
NGC 6543Nebulosa Occhio di Gattonebulosa planetariaDrago9,054″65°——giugno
NGC 2403galassiaGiraffa8,420′66°——gennaio
NGC 559ammasso apertoCassiopea9,59′69°——ottobre
Sh2-155Nebulosa Grottanebulosa a emissioneCefeo——69°——settembre
NGC 663ammasso apertoCassiopea7,16′71°——ottobre
NGC 7635Nebulosa Bollanebulosa a emissioneCassiopea11,0 B15′71°——settembre
NGC 6946Galassia Fuochi d’artificiogalassiaCigno9,111′72°——luglio
NGC 457Ammasso Civettaammasso apertoCassiopea6,48′74°——ottobre
NGC 869 e 884Doppio Ammasso del Perseoammasso apertoPerseo3,714′75°——ottobre
NGC 6826Nebulosa Planetaria Lampeggiantenebulosa planetariaCigno9,425″81°——luglio
NGC 7243ammasso apertoLucertola6,415′82°——agosto
NGC 147galassiaCassiopea9,79′83°——settembre
NGC 185galassiaCassiopea9,213′84°——settembre
IC 5146Nebulosa Bozzoloammasso con nebulosaCigno7,210′85°——agosto
NGC 7000Nebulosa Nord Americanebulosa a emissioneCigno4,0 B120′87°——agosto
NGC 4449galassiaCani da Caccia9,5 B5′88°——marzo
NGC 7662Palla di Neve Blunebulosa planetariaAndromeda8,317″89°——settembre
NGC 891galassiaAndromeda10,013′90°——ottobre
NGC 1275Perseus AgalassiaPerseo12,22′90°——novembre
NGC 2419ammasso globulareLince10,14′87°——gennaio
NGC 4244galassiaCani da Caccia10,216′86°——marzo
NGC 6888Nebulosa Crescentenebulosa a emissioneCigno7,4 B20′86°——luglio
NGC 752ammasso apertoAndromeda5,739′86°——ottobre
NGC 5005galassiaCani da Caccia10,5 B5′85°——aprile
NGC 7331galassiaPegaso9,49′83°——agosto
IC 405Nebulosa Stella FiammeggiantenebulosaAuriga10,0 B50′82°——dicembre
NGC 4631Galassia BalenagalassiaCani da Caccia9,214′81°——marzo
NGC 6992Nebulosa Velo, parte orientaleresto di supernovaCigno7,0 B60′80°——agosto
NGC 6960Nebulosa Velo, parte occidentaleresto di supernovaCigno7,0 B210′79°——luglio
NGC 4889galassiaChioma di Berenice11,43′76°——aprile
NGC 4559galassiaChioma di Berenice9,911′76°——marzo
NGC 6882ammasso apertoVolpetta14,18′75°——luglio
NGC 4565Galassia AgogalassiaChioma di Berenice10,1 B17′74°——marzo
NGC 2392Nebulosa Eschimesenebulosa planetariaGemelli9,652″69°——gennaio
NGC 3626galassiaLeone11,03′66°——marzo
Melotte 25Iadiammasso apertoToro——65°——novembre
NGC 7006ammasso globulareDelfino10,54′64°——agosto
NGC 7814galassiaPegaso10,64′64°——settembre
NGC 7479galassiaPegaso11,14′60°——settembre
NGC 5248galassiaBoote10,04′57°——aprile
NGC 2261Nebulosa variabile di Hubblenebulosa a riflessioneUnicorno11,82′57°——dicembre
NGC 6934ammasso globulareDelfino9,85′56°——luglio
NGC 2775galassiaCancro10,24′55°——febbraio
NGC 2238Nebulosa Rosettanebulosa a emissioneUnicorno6,0 B80′53°——dicembre
NGC 2244ammasso della Nebulosa Rosettaammasso con nebulosaUnicorno4,89′53°——dicembre
IC 1613galassiaBalena9,518′50°——ottobre
NGC 4697galassiaVergine9,47′42°——aprile
NGC 3115Spindle GalaxygalassiaSestante9,17′40°——febbraio
NGC 2506ammasso apertoUnicorno7,611′37°——gennaio
NGC 7009Nebulosa Saturnonebulosa planetariaAcquario8,042″37°——agosto
NGC 246nebulosa planetariaBalena8,0 B4′36°——settembre
NGC 6822Galassia di BarnardgalassiaSagittario9,4 B17′33°——luglio
NGC 2360Ammasso di Carolineammasso apertoCane Maggiore7,29′32°——gennaio
NGC 3242Fantasma di Giovenebulosa planetariaIdra7,725″29°——febbraio
NGC 4038Galassie AntennegalassiaCorvo10,25′29°——marzo
NGC 4039Galassie AntennegalassiaCorvo11,0 B5′29°——marzo
NGC 247galassiaBalena9,220′27°——settembre
NGC 7293Nebulosa Elicanebulosa planetariaAcquario7,316′27°——agosto
NGC 2362ammasso di Tau Canis Majorisammasso apertoCane Maggiore4,17′23°——gennaio
NGC 253Galassia dello ScultoregalassiaScultore7,9 B27′23°——settembre
NGC 5694ammasso globulareIdra10,93′22°——aprile
NGC 1097galassiaFornace9,811′18°——ottobre
NGC 6729nebulosaCorona Australe—25′11°——luglio
NGC 6302Nebulosa Farfallanebulosa planetariaScorpione9,644″11°——giugno
NGC 300galassiaScultore8,719′10°——ottobre
NGC 2477ammasso apertoPoppa5,819′10°——gennaio
NGC 55galassiaScultore8,4 B30′9°——settembre
NGC 1851ammasso globulareColomba7,29′8°——dicembre
NGC 3132Nebulosa degli Otto Scoppinebulosa planetariaVele8,2 B30″8°——febbraio
NGC 6124ammasso apertoScorpione5,814′7°——maggio
NGC 6231ammasso apertoScorpione2,614′6°——giugno
NGC 5128Centaurus AgalassiaCentauro7,226′5°——aprile
NGC 6541ammasso globulareCorona Australe7,38′4°——giugno
NGC 3201ammasso globulareVele8,210′2°——febbraio
NGC 5139Omega Centauriammasso globulareCentauro5,327′1°——aprile
NGC 6352ammasso globulareAltare8,97′mai——giugno
NGC 6193ammasso apertoAltare—8′mai——maggio
NGC 4945galassiaCentauro9,3 B23′mai——aprile
NGC 5286ammasso globulareCentauro8,37′mai——aprile
IC 2391ammasso di omicron Velorumammasso apertoVele2,529′mai——gennaio
NGC 6397ammasso globulareAltare5,215′mai——giugno
NGC 1261ammasso globulareOrologio8,65′mai——novembre
NGC 5823ammasso apertoCompasso7,94′mai——maggio
NGC 6087ammasso di S Normaeammasso apertoRegolo5,410′mai——maggio
NGC 2867nebulosa planetariaCarena9,714″mai——febbraio
NGC 3532Ammasso Pozzo dei Desideriammasso apertoCarena3,0—mai——marzo
NGC 3372Nebulosa della Carenanebulosa a emissioneCarena3,0 B120′mai——febbraio
NGC 6752ammasso globularePavone6,313′mai——luglio
NGC 4755Scrigno di Gioielliammasso apertoCroce del Sud—8′mai——aprile
NGC 6025ammasso apertoTriangolo Australe5,111′mai——maggio
NGC 2516ammasso apertoCarena3,824′mai——gennaio
NGC 3766Ammasso Perlaammasso apertoCentauro5,37′mai——marzo
NGC 4609ammasso apertoCroce del Sud6,95′mai——marzo
Sacco di CarboneSacco di Carbonenebulosa oscuraCroce del Sud——mai——marzo
IC 2944nebulosa di lambda Centauriammasso con nebulosaCentauro4,5 B7′mai——marzo
NGC 6744galassiaPavone9,1 B16′mai——luglio
IC 2602Pleiadi del Sudammasso apertoCarena—48′mai——febbraio
NGC 2070Nebulosa Tarantolanebulosa a emissioneDorado5,0 B16′mai——dicembre
NGC 362ammasso globulareTucano6,69′mai——ottobre
NGC 4833ammasso globulareMosca7,88′mai——aprile
NGC 10447 Tucanaeammasso globulareTucano4,132′mai——settembre
NGC 6101ammasso globulareUccello del Paradiso10,14′mai——maggio
NGC 4372ammasso globulareMosca9,812′mai——marzo
NGC 3195nebulosa planetariaCamaleonte11,5 B42″mai——febbraio

Ammassi globulari: le schede

C25

NGC 2419 · ammasso globulare · in Lince · magnitudine 10,1 · 4′ di diametro apparente · circa 270 mila anni luce · al meglio in gennaio

Il Viandante Intergalattico, uno degli ammassi globulari più remoti della nostra Galassia. Proprio per la distanza in un 150–200 mm appare come un piccolo chiarore rotondo, senza stelle risolte; anche in strumenti più grandi la risoluzione resta molto difficile. Non è spettacolare, ma vale l’osservazione per sapere cosa si sta guardando. Culmina alto nelle sere d’inverno.

C42

NGC 7006 · ammasso globulare · in Delfino · magnitudine 10,5 · 4′ di diametro apparente · al meglio in agosto

Un globulare lontanissimo, e si vede: anche in un 250 mm resta una macchiolina rotonda e compatta, con il centro un po’ più luminoso e senza stelle risolte. Il fascino sta proprio nella distanza. Serve un 150 mm per trovarlo con sicurezza e cielo buio per vederlo bene. Si trova poco a est del piccolo rombo del Delfino, partendo da Gamma Delphini.

C47

NGC 6934 · ammasso globulare · in Delfino · magnitudine 9,8 · 5′ di diametro apparente · circa 52 mila anni luce · al meglio in luglio

Globulare piccolo ma luminoso nella zona del Delfino. In un 100–150 mm è una macchia rotonda con centro brillante; in un 250–300 mm il bordo comincia a granulare e si staccano le prime stelle, ma il nucleo resta compatto. Si trova a sud del rombo del Delfino, partendo da Epsilon Delphini.

C66

NGC 5694 · ammasso globulare · in Idra · magnitudine 10,9 · 3′ di diametro apparente · circa 110 mila anni luce · al meglio in aprile

Globulare piccolo e lontano nell’Idra, poco osservato. In un 150–200 mm è una macchiolina rotonda e compatta con il centro più luminoso, senza stelle risolte anche nei telescopi amatoriali. Dall’Italia resta basso sull’orizzonte sud, quindi serve un cielo trasparente e un orizzonte libero; va cercato con la cartina.

C73

NGC 1851 · ammasso globulare · in Colomba · magnitudine 7,2 · 9′ di diametro apparente · circa 37 mila anni luce · al meglio in dicembre

Dall’Italia resta bassissimo sull’orizzonte sud, meglio dal Sud Italia con orizzonte libero. È un globulare brillante e molto concentrato: in un 150–200 mm il bordo granula e il nucleo resta un punto luminoso compatto. Dove sale alto è fra i globulari più belli per un 250 mm; dall’Italia l’aria vicino all’orizzonte ne impasta i dettagli.

C78

NGC 6541 · ammasso globulare · in Corona Australe · magnitudine 7,3 · 8′ di diametro apparente · circa 23 mila anni luce · al meglio in giugno

Globulare brillante e compatto della Corona Australe, con un nucleo marcato che sfuma in un alone esteso. Dall’Italia resta bassissimo sull’orizzonte sud, appena osservabile dal Sud Italia con orizzonte libero e aria trasparente, e in quelle condizioni appare solo come una macchia rotonda. Alto nel cielo, un 150 mm ne stacca le stelle del bordo e un 250 mm lo risolve fino quasi al centro.

C79

NGC 3201 · ammasso globulare · in Vele · magnitudine 8,2 · 10′ di diametro apparente · circa 16 mila anni luce · al meglio in febbraio

Globulare poco concentrato e dal profilo leggermente irregolare, fra i più facili da risolvere del cielo australe. Dall’Italia resta bassissimo sull’orizzonte sud, appena osservabile dal Sud Italia con orizzonte libero e aria trasparente. Dove culmina alto, un 100–150 mm lo scioglie già in molte stelline su un alone tenue, e un 200–250 mm lo trasforma in un ricco sciame quasi del tutto risolto.

C80 · Omega Centauri

NGC 5139 · ammasso globulare · in Centauro · magnitudine 5,3 · 27′ di diametro apparente · circa 17 mila anni luce · al meglio in aprile

Omega Centauri, il più grande e luminoso globulare del cielo, visibile a occhio nudo come una stella sfocata. Dall’Italia sfiora appena l’orizzonte sud: dal Sud Italia, con orizzonte libero e aria trasparente, lo si coglie basso e arrossato. Visto alto da latitudini meridionali è uno spettacolo: già in un 100 mm si risolve su tutta la superficie e in un 250 mm riempie il campo di stelle fino al nucleo, largo e poco concentrato.

C81

NGC 6352 · ammasso globulare · in Altare · magnitudine 8,9 · 7′ di diametro apparente · al meglio in giugno

Globulare dell’Altare che dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, e già dalle latitudini tropicali si alza a sufficienza. Poco concentrato e non molto brillante, in un 100–150 mm appare come un alone rotondo e uniforme con qualche stellina sul bordo; un 200–250 mm sotto cielo buio lo risolve in buona parte. Merita il basso ingrandimento iniziale per apprezzarlo nel ricco campo della Via Lattea.

C84

NGC 5286 · ammasso globulare · in Centauro · magnitudine 8,3 · 7′ di diametro apparente · circa 36 mila anni luce · al meglio in aprile

Globulare compatto del Centauro che dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. È piccolo e concentrato, con un nucleo luminoso che regge bene gli ingrandimenti; in un 100–150 mm è una macchia rotonda dal bordo granuloso, in un 250 mm si risolve sulla periferia.

C86

NGC 6397 · ammasso globulare · in Altare · magnitudine 5,2 · 15′ di diametro apparente · circa 8 mila anni luce · al meglio in giugno

Uno dei globulari più vicini e luminosi, già intuibile a occhio nudo sotto cielo australe come una stella sfocata. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. È poco concentrato e si risolve con estrema facilità: già un 80–100 mm ne stacca le stelle, e in un 200 mm diventa un campo di stelline brillanti disposte in catene che si allungano dal centro.

C87

NGC 1261 · ammasso globulare · in Orologio · magnitudine 8,6 · 5′ di diametro apparente · al meglio in novembre

Globulare piccolo e concentrato in una zona povera di stelle dell’Orologio. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, nell’emisfero australe o almeno alle latitudini tropicali. In un 100–150 mm è una macchia rotonda con un nucleo brillante; serve un 250 mm o più, con buon seeing e ingrandimenti alti, per granularne il bordo. Isolato nel campo, una volta puntato non si confonde con altro.

C93

NGC 6752 · ammasso globulare · in Pavone · magnitudine 6,3 · 13′ di diametro apparente · circa 14 mila anni luce · al meglio in luglio

Globulare brillante del Pavone, intuibile a occhio nudo sotto cielo buio australe. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. Ha un nucleo piccolo e molto concentrato circondato da un alone ampio, che un 100–150 mm risolve già bene; in un 250 mm diventa uno dei globulari più ricchi da osservare, con catene di stelle che escono dal bordo.

C104

NGC 362 · ammasso globulare · in Tucano · magnitudine 6,6 · 9′ di diametro apparente · circa 30 mila anni luce · al meglio in ottobre

Globulare brillante e concentrato del Tucano, che si proietta sul bordo della Piccola Nube di Magellano ma è molto più vicino a noi. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio nell’emisfero australe. Già visibile in binocolo, in un 150 mm il bordo comincia a risolversi e in un 250 mm si stacca bene dal nucleo, compatto e luminoso. Fa da comodo vicino al più celebre 47 Tucanae.

C105

NGC 4833 · ammasso globulare · in Mosca · magnitudine 7,8 · 8′ di diametro apparente · al meglio in aprile

Globulare poco concentrato della Mosca, in una zona di Via Lattea velata da polveri che ne rendono il profilo irregolare. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio nell’emisfero australe. In un binocolo è una macchia tenue; un 150 mm comincia a risolverlo e un 250 mm ne mostra molte stelle su un alone sfrangiato. Si trova a breve distanza da alfa e beta Muscae.

C106 · 47 Tucanae

NGC 104 · ammasso globulare · in Tucano · magnitudine 4,1 · 32′ di diametro apparente · circa 15 mila anni luce · al meglio in settembre

47 Tucanae, il secondo globulare del cielo dopo Omega Centauri, visibile a occhio nudo come una stella sfocata accanto alla Piccola Nube di Magellano. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio nell’emisfero australe. Ha un nucleo eccezionalmente brillante e concentrato; un 100 mm risolve già l’alone, e in un 250 mm diventa un globo fitto di stelle che si addensano fino a un centro abbagliante.

C107

NGC 6101 · ammasso globulare · in Uccello del Paradiso · magnitudine 10,1 · 4′ di diametro apparente · al meglio in maggio

Globulare debole e poco concentrato dell’Uccello del Paradiso, che dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio nell’emisfero australe. In un 150 mm è appena una macchia tenue e uniforme, da cercare con la visione distolta sotto cielo buio; un 250 mm e oltre lo granula in qualche stellina sul bordo. Oggetto da osservatore paziente più che da spettacolo.

C108

NGC 4372 · ammasso globulare · in Mosca · magnitudine 9,8 · 12′ di diametro apparente · al meglio in marzo

Globulare molto diffuso e dalla bassa luminosità superficiale, nella Mosca, vicino a gamma Muscae. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio nell’emisfero australe. Sotto cielo buio un 150 mm mostra un alone tenue e largo cosparso di stelline, con le stelle più brillanti già risolte; va osservato a basso ingrandimento.

Ammassi aperti: le schede

C1

NGC 188 · ammasso aperto · in Cefeo · magnitudine 8,1 · 18′ di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in settembre

Uno degli ammassi aperti più antichi conosciuti, a pochi gradi dalla Polare, quindi visibile tutto l’anno. In un binocolo è appena un chiarore granuloso; in un 150 mm diventa una distesa uniforme di stelline deboli, senza un centro marcato; in un 250 mm si contano decine di stelle tutte simili fra loro. Serve un cielo buio, perché il fascino sta nella ricchezza di astri deboli, non in qualche stella brillante.

C8

NGC 559 · ammasso aperto · in Cassiopea · magnitudine 9,5 · 9′ di diametro apparente · circa 8 mila anni luce · al meglio in ottobre

Ammasso aperto discreto, poco noto perché vicino ad altri più vistosi di Cassiopea. In un 100 mm è una nebbiolina granulosa con poche stelle risolte; in un 150–200 mm diventa un gruppo compatto di stelline deboli di luminosità simile, con qualche catena e piccole coppie. Si osserva bene a medio ingrandimento, che lo stacca dal ricco fondo stellare della Via Lattea.

C10

NGC 663 · ammasso aperto · in Cassiopea · magnitudine 7,1 · 6′ di diametro apparente · circa 8 mila anni luce · al meglio in ottobre

Uno dei più begli ammassi aperti di Cassiopea, sorprendentemente assente dal catalogo di Messier. Già in un binocolo è una macchia granulosa; in un 100–150 mm si risolve in alcune decine di stelle, con due gruppi più ricchi al centro e qualche catena curva. A basso ingrandimento entra nello stesso campo con altri piccoli ammassi vicini, in una delle zone più ricche della Via Lattea autunnale.

C13 · Ammasso Civetta

NGC 457 · ammasso aperto · in Cassiopea · magnitudine 6,4 · 8′ di diametro apparente · circa 8 mila anni luce · al meglio in ottobre

Ammasso Civetta, chiamato anche ET: due stelle brillanti fanno gli occhi, la più luminosa delle quali è phi Cassiopeiae, e le file di stelle più deboli disegnano corpo e ali spiegate. Si vede già in un binocolo; in un 100–150 mm a basso ingrandimento la figura è evidente e divertente da mostrare. Si trova facilmente partendo da Ruchbah, la delta di Cassiopea.

C14 · Doppio Ammasso del Perseo

NGC 869 e 884 · ammasso aperto · in Perseo · magnitudine 3,7 · 14′ di diametro apparente · circa 7 mila anni luce · al meglio in ottobre

Il Doppio Ammasso del Perseo: due ammassi aperti affiancati, visibili a occhio nudo come una macchia lattiginosa fra Perseo e Cassiopea. In un binocolo sono due nuclei di stelle che stanno insieme nello stesso campo; in un 100–150 mm a basso ingrandimento è uno degli spettacoli più belli del cielo, con centinaia di stelle bianche e qualche stella rossa sparsa. Usate l’ingrandimento più basso, per vederli entrambi.

C16

NGC 7243 · ammasso aperto · in Lucertola · magnitudine 6,4 · 15′ di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in agosto

Ammasso aperto largo e sparso, adatto a binocoli e piccoli telescopi. In un 100 mm a basso ingrandimento mostra qualche decina di stelle di varia luminosità; i contorni sono poco definiti e l’ammasso si confonde con il ricco fondo stellare della Lucertola. Rende meglio con ingrandimenti bassi e un campo ampio.

C19 · Nebulosa Bozzolo

IC 5146 · ammasso con nebulosa · in Cigno · magnitudine 7,2 · 10′ di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in agosto

Nebulosa Bozzolo, piccola nebulosità attorno a un gruppetto di stelle, all’estremità di una lunga nebulosa oscura. In un 200 mm sotto cielo buio si vede un chiarore rotondo e debole attorno a una stella centrale; un filtro UHC o H-beta può aiutare. A basso ingrandimento, in un binocolo o un piccolo rifrattore, colpisce soprattutto la scia scura che si allunga verso ovest sul fondo della Via Lattea.

C28

NGC 752 · ammasso aperto · in Andromeda · magnitudine 5,7 · 39′ di diametro apparente · circa 1 mila anni luce · al meglio in ottobre

Ammasso aperto grande e sparso, adatto al binocolo più che al telescopio. In un binocolo 10x50 sotto cielo buio si risolve in molte stelle distribuite su un’area ampia; nel telescopio, anche all’ingrandimento più basso, riempie il campo e perde la sua forma. Si trova a sud di Almach, la gamma di Andromeda.

C37

NGC 6882 · ammasso aperto · in Volpetta · magnitudine 14,1 · 8′ di diametro apparente · circa 1 mila anni luce · al meglio in luglio

Ammasso aperto poco appariscente nella Volpetta, una zona ricchissima di stelle della Via Lattea estiva. All’oculare è difficile distinguerlo dal fondo: in un 150–200 mm a basso ingrandimento appare come un gruppo sparso di stelle senza contorni netti, che si sovrappone a un altro raggruppamento vicino. Un oggetto più da collezione che da spettacolo.

C41 · Iadi

Melotte 25 · ammasso aperto · in Toro · circa 150 anni luce · al meglio in novembre

L’ammasso aperto più vicino a noi, la grande V che forma la testa del Toro. A occhio nudo è evidente; il binocolo è lo strumento ideale, perché nel telescopio l’ammasso non entra nel campo. Aldebaran, la stella arancione brillante sul bordo della V, è in primo piano e non ne fa parte. Da notare la coppia di Theta Tauri, separabile a occhio nudo, e le numerose stelle doppie e colorate.

C50 · Ammasso della Nebulosa Rosetta

NGC 2244 · ammasso con nebulosa · in Unicorno · magnitudine 4,8 · 9′ di diametro apparente · circa 5 mila anni luce · al meglio in dicembre

L’ammasso al centro della Nebulosa Rosetta, facile già in binocolo: un rettangolo di stelle brillanti con una stella gialla più luminosa sul bordo, che è in primo piano. In un telescopio a basso ingrandimento ne bastano poche decine per riconoscerlo. Con un filtro UHC e campo largo si vede l’anello nebuloso che lo circonda; senza filtro l’ammasso resta comunque un bel campo stellare.

C54

NGC 2506 · ammasso aperto · in Unicorno · magnitudine 7,6 · 11′ di diametro apparente · circa 11 mila anni luce · al meglio in gennaio

Ammasso aperto ricco e compatto nell’Unicorno. In binocolo è una macchia nebulosa; in un 150 mm si risolve in una nube di stelle deboli e simili fra loro, fitte al centro; in un 250 mm diventa un bel campo granuloso. Rende di più a ingrandimenti medi. Spesso trascurato perché vicino a oggetti più celebri dell’inverno.

C58 · Ammasso di Caroline

NGC 2360 · ammasso aperto · in Cane Maggiore · magnitudine 7,2 · 9′ di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in gennaio

Ammasso aperto scoperto da Caroline Herschel, da cui il nome. In binocolo è una macchia granulosa; in un 100–150 mm si risolve in molte stelle di luminosità simile, distribuite in modo uniforme. Un bel campo stellare a ingrandimenti bassi o medi, nella zona est del Cane Maggiore non lontana da Sirio.

C64 · Ammasso di Tau Canis Majoris

NGC 2362 · ammasso aperto · in Cane Maggiore · magnitudine 4,1 · 7′ di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in gennaio

Un ammasso aperto piccolo e compatto, dominato dalla stella Tau Canis Majoris, visibile a occhio nudo, che sta al suo centro. In binocolo la stella brilla in mezzo a un velo; in un 100–150 mm a medio ingrandimento si vedono le decine di stelle più deboli strette attorno a lei. Un oggetto bello e facile, a sud-est di Sirio, basso nel cielo invernale.

C71

NGC 2477 · ammasso aperto · in Poppa · magnitudine 5,8 · 19′ di diametro apparente · circa 5 mila anni luce · al meglio in gennaio

Dall’Italia resta bassissimo sull’orizzonte sud, meglio dal Sud Italia con orizzonte libero. È uno degli ammassi aperti più ricchi del cielo: già in binocolo è una macchia granulosa, e in un 150–200 mm si risolve in un campo fitto di stelle deboli, quasi una polvere. Anche basso sull’orizzonte resta un bersaglio gratificante.

C75

NGC 6124 · ammasso aperto · in Scorpione · magnitudine 5,8 · 14′ di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in maggio

Ammasso aperto ricco e piuttosto esteso nella coda dello Scorpione, ma dall’Italia resta bassissimo sull’orizzonte sud: si osserva appena dal Sud Italia, con orizzonte libero e aria trasparente. Un binocolo lo mostra come una chiazza granulosa; un 100–150 mm a basso ingrandimento lo risolve in decine di stelline sparse e piuttosto uniformi. Più a sud, alto nel cielo, è un bel campo da grandangolare.

C76

NGC 6231 · ammasso aperto · in Scorpione · magnitudine 2,6 · 14′ di diametro apparente · circa 5 mila anni luce · al meglio in giugno

Uno degli ammassi più brillanti del cielo, poco a nord di zeta Scorpii nella coda dello Scorpione. Dall’Italia resta bassissimo sull’orizzonte sud: si coglie appena dal Sud Italia con orizzonte libero e aria trasparente, e anche così è già visibile in binocolo. In un piccolo telescopio è un gruppo serrato di stelle bianco-azzurre molto calde, circondato da una ricca regione della Via Lattea che merita una passata a basso ingrandimento.

C82

NGC 6193 · ammasso aperto · in Altare · 8′ di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in maggio

Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. È un ammasso giovane e poco ricco, dominato da un paio di stelle brillanti, gradevole in binocolo e in un piccolo telescopio a basso ingrandimento. Nelle foto è circondato dalla nebulosità di NGC 6188, che però all’oculare resta debolissima e richiede cielo molto buio e un filtro UHC per essere anche solo intuita.

C85 · Ammasso di omicron Velorum

IC 2391 · ammasso aperto · in Vele · magnitudine 2,5 · 29′ di diametro apparente · circa 490 anni luce · al meglio in gennaio

Ammasso aperto grande e luminoso attorno alla stella omicron Velorum, visibile a occhio nudo come un gruppetto di stelle. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. È troppo esteso per il telescopio e dà il meglio in binocolo o in un rifrattore a grande campo, dove le sue stelle bianco-azzurre si dispongono in un gruppo sparso e brillante.

C88

NGC 5823 · ammasso aperto · in Compasso · magnitudine 7,9 · 4′ di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in maggio

Ammasso aperto piccolo e piuttosto ricco al confine fra Compasso e Lupo, in un campo pieno di stelle della Via Lattea. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. In un 100–150 mm a ingrandimento medio appare come un gruppetto compatto di stelline deboli, che un 200–250 mm separa meglio dallo sfondo. Non è un oggetto da binocolo.

C89 · Ammasso di S Normae

NGC 6087 · ammasso aperto · in Regolo · magnitudine 5,4 · 10′ di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in maggio

Ammasso aperto brillante del Regolo, con al centro la cefeide S Normae, che gli dà il nome e cambia luminosità in pochi giorni. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. Visibile già in binocolo, in un 100 mm a basso ingrandimento mostra qualche decina di stelle sparse attorno alla variabile, di colore giallo-arancio fra stelle bianco-azzurre.

C91 · Ammasso Pozzo dei Desideri

NGC 3532 · ammasso aperto · in Carena · magnitudine 3,0 · circa 2 mila anni luce · al meglio in marzo

Il Pozzo dei Desideri, uno degli ammassi aperti più belli del cielo, visibile a occhio nudo come una chiazza luminosa nella Via Lattea della Carena. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. Dà il meglio in binocolo o con un telescopio a bassissimo ingrandimento: centinaia di stelle ben separate, con alcune giganti arancioni sparse fra quelle bianche.

C94 · Scrigno di Gioielli

NGC 4755 · ammasso aperto · in Croce del Sud · 8′ di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in aprile

Lo Scrigno di Gioielli, l’ammasso che John Herschel paragonò a uno scrigno di pietre preziose colorate. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. Si trova subito accanto a Mimosa, beta Crucis, ed è visibile a occhio nudo; in un piccolo telescopio a ingrandimento medio spicca una gigante rossa in mezzo a stelle bianco-azzurre, in un compatto gruppo a forma di A.

C95

NGC 6025 · ammasso aperto · in Triangolo Australe · magnitudine 5,1 · 11′ di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in maggio

Ammasso aperto brillante del Triangolo Australe, al confine con il Regolo, visibile già in binocolo come un gruppetto allungato di stelle. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. In un 100 mm a basso ingrandimento si risolve in qualche decina di stelle bianco-azzurre ben separate, gradevole ma senza particolari dettagli, in un campo ricco di Via Lattea.

C96

NGC 2516 · ammasso aperto · in Carena · magnitudine 3,8 · 24′ di diametro apparente · circa 1 mila anni luce · al meglio in gennaio

Ammasso aperto grande e brillante della Carena, visibile a occhio nudo come una chiazza nella Via Lattea australe. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. Splendido in binocolo, in un telescopio va osservato a basso ingrandimento: decine di stelle brillanti, con alcune giganti arancioni che contrastano con quelle bianco-azzurre.

C97 · Ammasso Perla

NGC 3766 · ammasso aperto · in Centauro · magnitudine 5,3 · 7′ di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in marzo

L’Ammasso Perla, uno dei più belli del Centauro: ricco, compatto e ben visibile in binocolo. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. In un 100–150 mm a ingrandimento medio diventa un gruppo fitto di stelle bianco-azzurre, punteggiato da alcune stelle rosse ben evidenti che ne fanno uno dei campi più colorati del cielo australe.

C98

NGC 4609 · ammasso aperto · in Croce del Sud · magnitudine 6,9 · 5′ di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in marzo

Piccolo ammasso aperto della Croce del Sud, proiettato sul bordo del Sacco di Carbone. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. In un 100–150 mm è un gruppetto compatto di stelline deboli, che spicca proprio per lo sfondo scuro della nebulosa oscura; si osserva bene a ingrandimento medio, dopo aver inquadrato il Sacco di Carbone in binocolo.

C100 · Nebulosa di lambda Centauri

IC 2944 · ammasso con nebulosa · in Centauro · magnitudine 4,5 (nel blu) · 7′ di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in marzo

Ammasso di stelle avvolto da una nebulosa a emissione, attorno a lambda Centauri. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. Le stelle si vedono già in binocolo; la nebulosità è debole e in un 150–250 mm emerge solo sotto cielo buio, con filtro UHC o OIII. I piccoli globuli scuri che la rendono celebre nelle foto restano fuori portata visuale.

C102 · Pleiadi del Sud

IC 2602 · ammasso aperto · in Carena · 48′ di diametro apparente · circa 500 anni luce · al meglio in febbraio

Le Pleiadi del Sud, ammasso aperto grande e brillante attorno a theta Carinae, ben visibile a occhio nudo. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. È troppo esteso per il telescopio e dà il meglio in binocolo, dove mostra un gruppo di stelle bianco-azzurre brillanti che ricorda davvero le Pleiadi del Toro.

Nebulose: le schede

C4 · Nebulosa Iris

NGC 7023 · nebulosa · in Cefeo · magnitudine 7,2 (nel blu) · 10′ di diametro apparente · al meglio in agosto

Nebulosa a riflessione che circonda una stella di settima grandezza, in una zona del Cefeo ricca di nebulose oscure. In un 150 mm sotto cielo buio si vede un alone grigio attorno alla stella, più esteso da un lato; in un 250 mm la nebulosità mostra una struttura irregolare a chiazze. I filtri UHC e OIII non servono, anzi la spengono: conta solo un cielo scuro e trasparente.

C9 · Nebulosa Grotta

Sh2-155 · nebulosa a emissione · in Cefeo · circa 3 mila anni luce · al meglio in settembre

Nebulosa Grotta, un oggetto notoriamente difficile in visuale, più adatto alla fotografia. Serve un cielo molto buio, un 200–250 mm a basso ingrandimento e un filtro UHC: allora appare un debole chiarore con un bordo più netto e luminoso da un lato, che segna il limite della nube oscura. Senza filtro o con un minimo di inquinamento luminoso non si vede nulla.

C11 · Nebulosa Bolla

NGC 7635 · nebulosa a emissione · in Cassiopea · magnitudine 11,0 (nel blu) · 15′ di diametro apparente · circa 9 mila anni luce · al meglio in settembre

Nebulosa Bolla, celebre in fotografia ma impegnativa all’oculare. Con un 200–250 mm, cielo buio e filtro UHC o OIII si vede un debole chiarore vicino a una stella di ottava-nona grandezza; il guscio sferico completo resta in genere oltre la portata visuale, se ne coglie al massimo un arco. Si trova facilmente perché sta a meno di un grado dall’ammasso M52.

C20 · Nebulosa Nord America

NGC 7000 · nebulosa a emissione · in Cigno · magnitudine 4,0 (nel blu) · 120′ di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in agosto

Nebulosa Nord America, enorme ed estesa, vicino a Deneb. Sotto un cielo veramente buio si intuisce a occhio nudo come un chiarore nella Via Lattea; con un binocolo e un filtro UHC davanti agli oculari la sagoma del continente, con il Golfo del Messico scuro, diventa evidente. Al telescopio serve l’ingrandimento più basso possibile: con un campo stretto non la si riconosce.

C27 · Nebulosa Crescente

NGC 6888 · nebulosa a emissione · in Cigno · magnitudine 7,4 (nel blu) · 20′ di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in luglio

Nebulosa Crescente, nube attorno a una stella di Wolf-Rayet nel cuore del Cigno, a pochi gradi da Sadr. Senza filtro in un 150 mm si vede appena un arco debole; con un filtro OIII o UHC l’arco luminoso diventa evidente e in un 250 mm si coglie la forma ovale completa, con il bordo più brillante da un lato. È uno degli oggetti in cui il filtro fa la differenza.

C31 · Nebulosa Stella Fiammeggiante

IC 405 · nebulosa · in Auriga · magnitudine 10,0 (nel blu) · 50′ di diametro apparente · al meglio in dicembre

Nebulosa Stella Fiammeggiante, nube che circonda la stella variabile AE Aurigae. In un 150–200 mm sotto cielo buio appare un debole chiarore irregolare accanto alla stella, più esteso da un lato; a basso ingrandimento si intuisce la forma allungata. Un filtro H-beta può aiutare, mentre l’OIII serve a poco. Si trova nell’Auriga, nella zona dei tre ammassi di Messier M36, M37 e M38.

C33 · Nebulosa Velo, parte orientale

NGC 6992 · resto di supernova · in Cigno · magnitudine 7,0 (nel blu) · 60′ di diametro apparente · al meglio in agosto

La parte orientale della Nebulosa Velo, il resto di supernova più bello da vedere all’oculare. Con un filtro OIII anche un 100 mm mostra un lungo arco luminoso e filamentoso; in un 250 mm l’arco si sfrangia in fili intrecciati, una delle viste più spettacolari del cielo profondo. Senza filtro è appena percettibile: l’OIII qui è indispensabile. Usate il basso ingrandimento.

C34 · Nebulosa Velo, parte occidentale

NGC 6960 · resto di supernova · in Cigno · magnitudine 7,0 (nel blu) · 210′ di diametro apparente · al meglio in luglio

La parte occidentale della Nebulosa Velo, un filamento lungo e sottile che passa proprio davanti alla stella 52 Cygni, utile per trovarlo. Con un filtro OIII anche un 100 mm lo mostra; in un 200–250 mm a basso ingrandimento si vede un arco finissimo che si sdoppia vicino alla stella, tagliando il campo da un bordo all’altro. Conviene tenere la stella brillante appena fuori dal campo.

C46 · Nebulosa variabile di Hubble

NGC 2261 · nebulosa a riflessione · in Unicorno · magnitudine 11,8 · 2′ di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in dicembre

Una piccola nebulosa a ventaglio, simile a una cometa, con la stella R Monocerotis sulla punta. Ha la particolarità di cambiare forma e luminosità nel giro di settimane o mesi, perché ombre di polvere vicino alla stella si muovono sulla nebulosa: confrontare osservazioni a distanza di tempo è il suo bello. Un 150 mm la mostra bene; si trova a sud dell’ammasso NGC 2264 nell’Unicorno.

C49 · Nebulosa Rosetta

NGC 2238 · nebulosa a emissione · in Unicorno · magnitudine 6,0 (nel blu) · 80′ di diametro apparente · al meglio in dicembre

Un grande anello di nebulosità attorno all’ammasso NGC 2244, più ampio della Luna piena. Serve basso ingrandimento e campo largo: con un filtro UHC o OIII in un 100–150 mm l’anello appare spezzato in archi e chiazze, con il buco centrale evidente. Sotto cielo molto buio lo si intuisce anche in binocolo. Senza filtro e da cielo cittadino resta quasi invisibile.

C68

NGC 6729 · nebulosa · in Corona Australe · 25′ di diametro apparente · al meglio in luglio

Dall’Italia resta bassissimo sull’orizzonte sud: serve un osservatorio nel Sud Italia con orizzonte libero, in estate. È una piccola nebulosa a riflessione a ventaglio legata alla stella variabile R Coronae Australis, e come la Nebulosa di Hubble cambia aspetto nel tempo. Si trova in una zona ricca di nebulose oscure; un 200 mm a medio ingrandimento mostra il ventaglio nelle notti migliori.

C92 · Nebulosa della Carena

NGC 3372 · nebulosa a emissione · in Carena · magnitudine 3,0 (nel blu) · 120′ di diametro apparente · circa 9 mila anni luce · al meglio in febbraio

La Nebulosa della Carena, più estesa e luminosa della Nebulosa di Orione, visibile a occhio nudo come una nube chiara nella Via Lattea australe. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud. Già in binocolo si vedono le zone luminose spezzate da canali scuri; un telescopio a basso ingrandimento, meglio con filtro UHC, mostra la nebulosa oscura del Buco della Serratura accanto alla stella arancione eta Carinae.

C99 · Sacco di Carbone

nebulosa oscura · in Croce del Sud · circa 620 anni luce · al meglio in marzo

Il Sacco di Carbone, la nebulosa oscura più famosa del cielo: una macchia nera nella Via Lattea, accanto alla Croce del Sud. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. È un oggetto da occhio nudo e da binocolo, perché troppo esteso per qualunque telescopio; per apprezzarne il contrasto serve cielo buio, con la Via Lattea brillante tutt’intorno.

C103 · Nebulosa Tarantola

NGC 2070 · nebulosa a emissione · in Dorado · magnitudine 5,0 (nel blu) · 16′ di diametro apparente · al meglio in dicembre

La Nebulosa Tarantola, nella Grande Nube di Magellano, così luminosa da essere visibile a occhio nudo come un nodo nella Nube. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio nell’emisfero australe. Un 150 mm mostra già gli anelli e i filamenti curvi che le danno il nome, attorno a un nucleo brillante; con un filtro OIII o UHC e un 250 mm i filamenti si moltiplicano.

Nebulose planetarie: le schede

C2 · Nebulosa Papillon

NGC 40 · nebulosa planetaria · in Cefeo · magnitudine 11,3 (nel blu) · 48″ di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in settembre

Planetaria piccola dominata dalla stella centrale, ben visibile già in un 100 mm, cosa non comune per questi oggetti. Attorno si vede un alone ovale e grigiastro; in un 200 mm a medio ingrandimento il bordo appare più luminoso su due lati opposti, come un anello incompleto. Il filtro OIII aiuta meno che con altre planetarie, ma aumenta comunque il contrasto della nebulosità.

C6 · Nebulosa Occhio di Gatto

NGC 6543 · nebulosa planetaria · in Drago · magnitudine 9,0 · 54″ di diametro apparente · circa 5 mila anni luce · al meglio in giugno

Nebulosa Occhio di Gatto, una delle planetarie più brillanti del cielo boreale. A basso ingrandimento sembra una stella sfocata; salendo oltre 150x in un 150 mm appare un disco ovale verde-azzurro con la stella centrale visibile. In un 250 mm in buone condizioni di seeing compare un accenno di struttura interna. Regge ingrandimenti alti meglio di quasi tutte le altre, ed è ottima anche da cielo cittadino.

C15 · Nebulosa Planetaria Lampeggiante

NGC 6826 · nebulosa planetaria · in Cigno · magnitudine 9,4 · 25″ di diametro apparente · circa 5 mila anni luce · al meglio in luglio

La Planetaria Lampeggiante deve il nome a un effetto ottico famoso: fissando la stella centrale, piuttosto brillante, la nebulosa sparisce; spostando lo sguardo con la visione distolta riappare il disco azzurrino attorno. L’effetto funziona bene in un 100–200 mm a medio ingrandimento. Si trova poco a est della stella 16 Cygni, una doppia larga e facile, comoda come punto di partenza.

C22 · Palla di Neve Blu

NGC 7662 · nebulosa planetaria · in Andromeda · magnitudine 8,3 · 17″ di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in settembre

Palla di Neve Blu, planetaria piccola e brillante, una delle più facili per chi comincia. A basso ingrandimento passa per una stella; a 100x e oltre diventa un dischetto azzurro ben visibile già in un 100 mm. In un 250 mm con buon seeing il disco mostra un anello più luminoso con il centro un po’ più scuro. Regge ingrandimenti elevati e si osserva bene anche da cielo suburbano.

C39 · Nebulosa Eschimese

NGC 2392 · nebulosa planetaria · in Gemelli · magnitudine 9,6 · 52″ di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in gennaio

Piccola ma brillante, regge bene gli ingrandimenti alti: un disco azzurro-verdastro con una stella centrale ben visibile. Se si sposta lo sguardo e lo si riporta sopra, il disco sembra sparire e ricomparire attorno alla stella, l’effetto che le ha dato fama fra gli osservatori. Con un 250 mm ad alto ingrandimento si intuisce un alone esterno più tenue attorno al disco. Si trova circa 2 gradi e mezzo a sud-est di Wasat, Delta dei Gemelli.

C55 · Nebulosa Saturno

NGC 7009 · nebulosa planetaria · in Acquario · magnitudine 8,0 · 42″ di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in agosto

Una planetaria brillante dal colore verde-azzurro, ben visibile già in un 100 mm come un ovale piccolo e luminoso. Il nome viene dalle due estensioni sottili ai lati, simili agli anelli di Saturno visti di taglio: richiedono un 250 mm, ingrandimenti alti e aria stabile. Il filtro OIII aiuta a trovarla, non a vedere i dettagli. Si trova poco a ovest di Nu Aquarii.

C56

NGC 246 · nebulosa planetaria · in Balena · magnitudine 8,0 (nel blu) · 4′ di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in settembre

Planetaria grande e debole nella Balena: un disco tenue con alcune stelle dentro, fra cui la stella centrale, ben visibile. In un 150–200 mm il disco appare irregolare e poco contrastato. Il filtro OIII e il basso ingrandimento fanno la differenza, perché la luminosità superficiale è bassa. Da cercare in autunno, quando la Balena è nel suo punto più alto.

C59 · Fantasma di Giove

NGC 3242 · nebulosa planetaria · in Idra · magnitudine 7,7 · 25″ di diametro apparente · circa 4 mila anni luce · al meglio in febbraio

Una delle planetarie più brillanti del cielo invernale: un disco azzurro-verdastro con le dimensioni apparenti di Giove, da cui il nome. Già un 100 mm la mostra come un disco netto; con un 200–250 mm e ingrandimenti alti si vede un anello interno più brillante e la stella centrale. Si trova a sud di Mu Hydrae.

C63 · Nebulosa Elica

NGC 7293 · nebulosa planetaria · in Acquario · magnitudine 7,3 · 16′ di diametro apparente · circa 520 anni luce · al meglio in agosto

La planetaria più grande in apparenza: un anello largo quasi mezza Luna, di luminosità superficiale bassa. Paradossalmente si vede meglio in binocolo o a basso ingrandimento che a forte ingrandimento. Il filtro OIII è quasi indispensabile: con un 100–150 mm sotto cielo buio compare l’anello con il centro più scuro. Dall’Italia resta basso, quindi serve un orizzonte sud libero.

C69 · Nebulosa Farfalla

NGC 6302 · nebulosa planetaria · in Scorpione · magnitudine 9,6 · 44″ di diametro apparente · circa 2 mila anni luce · al meglio in giugno

Dall’Italia resta bassissimo sull’orizzonte sud, meglio dal Sud Italia con orizzonte libero e cielo trasparente. È una planetaria bipolare spettacolare: in un 200–250 mm appare come una barra luminosa allungata, con un nucleo più brillante e due lobi. Dove sale più alta regge bene gli ingrandimenti; un filtro OIII aiuta a mostrare le estensioni.

C74 · Nebulosa degli Otto Scoppi

NGC 3132 · nebulosa planetaria · in Vele · magnitudine 8,2 (nel blu) · 30″ di diametro apparente · circa 3 mila anni luce · al meglio in febbraio

Dall’Italia resta bassissima sull’orizzonte sud, meglio dal Sud Italia con orizzonte libero. È una planetaria brillante, nota anche come Anello del Sud: un ovale luminoso con una stella centrale evidente, che la rende inconfondibile. Regge bene gli ingrandimenti, ma così bassa la turbolenza dell’aria ne limita i dettagli.

C90

NGC 2867 · nebulosa planetaria · in Carena · magnitudine 9,7 · 14″ di diametro apparente · circa 7 mila anni luce · al meglio in febbraio

Piccola nebulosa planetaria della Carena, che dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. A basso ingrandimento sembra una stella, e la si riconosce facendo lampeggiare un filtro OIII davanti all’oculare. Alzando a 200× e oltre, un 150–250 mm mostra un dischetto rotondo, uniforme e di colore azzurrino, abbastanza brillante da reggere bene l’ingrandimento.

C109

NGC 3195 · nebulosa planetaria · in Camaleonte · magnitudine 11,5 (nel blu) · 42″ di diametro apparente · circa 6 mila anni luce · al meglio in febbraio

La nebulosa planetaria più meridionale del catalogo Caldwell, nel Camaleonte: dall’Italia non sorge mai e serve un viaggio nell’emisfero australe. È debole e richiede almeno un 200–250 mm sotto cielo buio: appare come un piccolo disco ovale, grigio e uniforme, che si stacca meglio con un filtro OIII. Usa ingrandimenti medi e visione distolta per coglierne il bordo.

Galassie: le schede

C3

NGC 4236 · galassia · in Drago · magnitudine 9,8 · 24′ di diametro apparente · circa 14 milioni di anni luce · al meglio in marzo

Galassia grande e a bassa luminosità superficiale, vista quasi di taglio. Con un 150 mm sotto un cielo buio è una lunga striscia diffusa, debolissima, che si stacca dal fondo solo con la visione distolta; in un 250 mm diventa un fuso allungato con qualche irregolarità lungo l’asse. Va cercata a basso ingrandimento e in serate trasparenti: con un po’ di inquinamento luminoso sparisce del tutto.

C5

IC 342 · galassia · in Giraffa · magnitudine 9,7 (nel blu) · 20′ di diametro apparente · circa 11 milioni di anni luce · al meglio in novembre

La galassia nascosta: una grande spirale vista di faccia ma attenuata dalle polveri della Via Lattea, che le sta davanti. Con un 150 mm e cielo molto buio si vede solo un nucleo piccolo dentro un vasto chiarore appena percettibile; in un 300 mm la visione distolta coglie accenni dei bracci. Il campo è pieno di stelle in primo piano, che rendono ancora più difficile separarne i contorni.

C7

NGC 2403 · galassia · in Giraffa · magnitudine 8,4 · 20′ di diametro apparente · circa 10 milioni di anni luce · al meglio in gennaio

Una delle galassie più facili del cielo boreale dopo quelle di Messier, al punto che molti si chiedono perché Messier l’abbia mancata. In un binocolo sotto cielo buio è una macchia ovale; in un 150 mm mostra un nucleo brillante dentro un alone allungato e irregolare; in un 250 mm emergono chiazze più luminose nei bracci. Culmina alta in inverno, sopra l’orizzonte nord.

C12 · Galassia Fuochi d’artificio

NGC 6946 · galassia · in Cigno · magnitudine 9,1 · 11′ di diametro apparente · circa 19 milioni di anni luce · al meglio in luglio

Galassia Fuochi d’artificio, spirale vista di faccia al confine fra Cigno e Cefeo, nascosta in parte dalla Via Lattea. In un 150 mm sotto cielo buio è un chiarore rotondo e diffuso con un centro appena più luminoso; in un 300 mm la visione distolta coglie l’andamento dei bracci. Nello stesso campo a basso ingrandimento c’è l’ammasso aperto NGC 6939, che aiuta a trovarla.

C17

NGC 147 · galassia · in Cassiopea · magnitudine 9,7 · 9′ di diametro apparente · circa 2,4 milioni di anni luce · al meglio in settembre

Galassia nana satellite di M31, la più debole della coppia che forma con NGC 185, a circa un grado di distanza. In un 150 mm è un chiarore ovale, uniforme e molto tenue, senza un nucleo evidente; serve un cielo buio e la visione distolta. In un 250 mm diventa più facile ma non mostra dettagli. La sua debolezza la rende una buona prova per il cielo della serata.

C18

NGC 185 · galassia · in Cassiopea · magnitudine 9,2 · 13′ di diametro apparente · circa 2,2 milioni di anni luce · al meglio in settembre

Galassia nana satellite di M31, più facile della vicina NGC 147. In un 150 mm è un chiarore rotondo con un centro leggermente più luminoso; in un 250 mm appare ovale, con un alone che sfuma gradualmente nel fondo cielo. Anche se si trova in Cassiopea, appartiene al gruppo della Galassia di Andromeda, che culmina nelle sere d’autunno.

C21

NGC 4449 · galassia · in Cani da Caccia · magnitudine 9,5 (nel blu) · 5′ di diametro apparente · circa 14 milioni di anni luce · al meglio in marzo

Galassia irregolare luminosa, dall’aspetto curiosamente rettangolare. In un 150 mm appare come un rettangolo allungato con un lato più brillante; in un 250 mm la superficie diventa irregolare, con condensazioni e chiazze luminose che testimoniano un’intensa formazione stellare. Ha una buona luminosità superficiale, quindi si osserva bene anche a medio ingrandimento.

C23

NGC 891 · galassia · in Andromeda · magnitudine 10,0 · 13′ di diametro apparente · circa 31 milioni di anni luce · al meglio in ottobre

Una delle galassie di taglio più belle del cielo. In un 150 mm sotto cielo buio è un fuso sottile e debole; in un 250 mm compare la banda di polvere scura che lo divide in due per tutta la lunghezza, il dettaglio che la rende famosa. Ha bassa luminosità superficiale: serve un cielo trasparente, buon adattamento al buio e un ingrandimento medio.

C24 · Perseus A

NGC 1275 · galassia · in Perseo · magnitudine 12,2 · 2′ di diametro apparente · circa 240 milioni di anni luce · al meglio in novembre

Galassia al centro dell’ammasso di galassie del Perseo, nota come radiosorgente Perseus A. In un 200 mm è una macchiolina tondeggiante con un centro più luminoso, quasi stellare; il fascino sta nel campo, dove con un 250–300 mm e cielo buio si individuano altre galassie deboli tutt’intorno, fra cui la vicina NGC 1272. Un oggetto per osservatori esperti e cieli scuri.

C26

NGC 4244 · galassia · in Cani da Caccia · magnitudine 10,2 · 16′ di diametro apparente · circa 14 milioni di anni luce · al meglio in marzo

Galassia di taglio sottilissima, chiamata a volte Ago d’Argento. In un 150 mm sotto cielo buio è una lama di luce lunga e stretta, di luminosità quasi uniforme; in un 250 mm la si segue per tutta la lunghezza e si nota un leggero rigonfiamento centrale. Ha bassa luminosità superficiale, quindi va osservata in notti trasparenti e lontano dalle luci.

C29

NGC 5005 · galassia · in Cani da Caccia · magnitudine 10,5 (nel blu) · 5′ di diametro apparente · circa 59 milioni di anni luce · al meglio in aprile

Galassia spirale luminosa, compatta e allungata. In un 150 mm è un ovale brillante con un nucleo intenso e un alone che sfuma ai bordi; in un 250 mm la forma allungata è evidente e il centro appare quasi stellare. Ha una buona luminosità superficiale e regge bene il medio ingrandimento. Si trova nei Cani da Caccia, circa 3 gradi a est di Cor Caroli.

C30

NGC 7331 · galassia · in Pegaso · magnitudine 9,4 · 9′ di diametro apparente · circa 47 milioni di anni luce · al meglio in agosto

Grande spirale vista molto inclinata, spesso paragonata a una versione più piccola della Galassia di Andromeda. In un 150 mm è un ovale allungato con nucleo brillante; in un 250 mm il lato occidentale mostra un bordo più netto dovuto alla polvere. A meno di un grado c’è il celebre Quintetto di Stephan, che con un 250–300 mm e cielo buio si vede come un gruppo di macchioline deboli.

C32 · Galassia Balena

NGC 4631 · galassia · in Cani da Caccia · magnitudine 9,2 · 14′ di diametro apparente · circa 24 milioni di anni luce · al meglio in marzo

Galassia Balena, una delle galassie di taglio più grandi e brillanti del cielo primaverile. In un 150 mm è un fuso lungo e luminoso, più spesso da un lato, con l’aspetto di un pesce; in un 250 mm la superficie appare irregolare e chiazzata, e accanto si vede la piccola compagna NGC 4627. Nello stesso campo largo si può cercare anche la galassia NGC 4656, detta Mazza da Hockey.

C35

NGC 4889 · galassia · in Chioma di Berenice · magnitudine 11,4 · 3′ di diametro apparente · circa 310 milioni di anni luce · al meglio in aprile

La galassia più luminosa dell’ammasso della Chioma, un grande ammasso di galassie lontano. In un 200 mm è una macchiolina ovale con un centro più brillante; con un 250–300 mm e un cielo buio il campo si popola di altre galassie deboli, fra cui la vicina NGC 4874, di aspetto simile. È un oggetto per chi ha esperienza e strumenti medi: l’interesse sta più nell’insieme che nella singola galassia.

C36

NGC 4559 · galassia · in Chioma di Berenice · magnitudine 9,9 · 11′ di diametro apparente · circa 24 milioni di anni luce · al meglio in marzo

Galassia spirale allungata e piuttosto estesa, ben visibile in un 150 mm come un ovale con un centro appena più luminoso. In un 250 mm sotto cielo buio la superficie appare irregolare, con chiazze più luminose lungo l’asse maggiore. Ha una luminosità superficiale modesta, quindi rende meglio a medio-basso ingrandimento e in notti trasparenti, lontano dalle luci cittadine.

C38 · Galassia Ago

NGC 4565 · galassia · in Chioma di Berenice · magnitudine 10,1 (nel blu) · 17′ di diametro apparente · circa 44 milioni di anni luce · al meglio in marzo

La galassia di taglio più celebre del cielo boreale: un ago di luce sottile con un rigonfiamento centrale. In un 100 mm è già una linea evidente; da un 150–200 mm sotto cielo buio compare la banda di polveri che taglia il nucleo per tutta la lunghezza, il dettaglio che fa la differenza. Si trova poco a est dell’ammasso stellare della Chioma, ben visibile a occhio nudo in una notte senza Luna.

C40

NGC 3626 · galassia · in Leone · magnitudine 11,0 · 3′ di diametro apparente · circa 65 milioni di anni luce · al meglio in marzo

Galassia piccola e compatta nella parte posteriore del Leone. In un 150 mm è un ovale tenue con un nucleo più brillante quasi stellare; in un 250 mm l’alone si allunga e il centro risalta meglio, ma non mostra struttura. È un oggetto da cielo buio e ingrandimenti medi, da cercare con la cartina in una zona povera di riferimenti; la stagione buona è la primavera, quando il Leone culmina alto.

C43

NGC 7814 · galassia · in Pegaso · magnitudine 10,6 · 4′ di diametro apparente · circa 47 milioni di anni luce · al meglio in settembre

Galassia vista di taglio con un grande rigonfiamento centrale, per questo detta Piccolo Sombrero. In un 150 mm è un fuso luminoso con il centro più brillante; la banda di polveri che la attraversa è sottile e richiede un 300 mm, cielo ottimo e visione distolta. Si trova a poca distanza da Algenib, Gamma Pegasi, l’angolo sud-orientale del Quadrato di Pegaso.

C44

NGC 7479 · galassia · in Pegaso · magnitudine 11,1 · 4′ di diametro apparente · circa 110 milioni di anni luce · al meglio in settembre

Bella spirale barrata nel Pegaso. In un 150 mm si vede la barra come un trattino luminoso orientato nord-sud; con un 250 mm sotto cielo buio compaiono in visione distolta i bracci che si piegano agli estremi, dando un aspetto a elica. Si trova a sud di Markab, Alfa Pegasi, l’angolo sud-occidentale del Quadrato.

C45

NGC 5248 · galassia · in Boote · magnitudine 10,0 · 4′ di diametro apparente · circa 42 milioni di anni luce · al meglio in aprile

Spirale luminosa ai confini fra Boote e Vergine, spesso trascurata. In un 100–150 mm è un alone ovale con un nucleo brillante e compatto; con un 250 mm e visione distolta l’alone si allarga e lascia intuire i bracci, senza però una struttura netta. Rende al meglio a ingrandimenti medi e in primavera, quando sale alta.

C48

NGC 2775 · galassia · in Cancro · magnitudine 10,2 · 4′ di diametro apparente · circa 67 milioni di anni luce · al meglio in febbraio

Galassia dall’aspetto molto regolare nel Cancro: un ovale quasi rotondo con un nucleo brillante e un alone che sfuma con dolcezza. Si vede già in un 100 mm, ma anche in un 250 mm resta uniforme, senza bracci visibili. È un buon bersaglio invernale da ingrandimenti medi in una zona del cielo povera di galassie brillanti.

C51

IC 1613 · galassia · in Balena · magnitudine 9,5 · 18′ di diametro apparente · circa 2,4 milioni di anni luce · al meglio in ottobre

Galassia irregolare nana del Gruppo Locale, insidiosa: la magnitudine sembra promettente ma la luce è sparsa su una grande area. Serve cielo davvero buio, basso ingrandimento e visione distolta: in un 150–200 mm appare come un velo appena percettibile, irregolare. Uno degli oggetti più difficili del catalogo, meglio tentarlo in autunno con la Balena alta.

C52

NGC 4697 · galassia · in Vergine · magnitudine 9,4 · 7′ di diametro apparente · circa 41 milioni di anni luce · al meglio in aprile

Galassia ellittica fra le più luminose della Vergine, ma fuori dal campo affollato dell’ammasso centrale. In un 100–150 mm è un ovale allungato con un nucleo brillante e ben concentrato; aumentando il diametro cresce l’alone ma l’aspetto resta liscio e senza dettagli. Facile da trovare e da vedere anche da cieli non perfetti, in primavera.

C53 · Spindle Galaxy

NGC 3115 · galassia · in Sestante · magnitudine 9,1 · 7′ di diametro apparente · circa 33 milioni di anni luce · al meglio in febbraio

Galassia lenticolare vista quasi di taglio, ed è proprio un fuso: un ago luminoso con un nucleo brillante e le estremità appuntite. Già un 100 mm la mostra bene, e il buon contrasto la rende visibile anche da cieli non ottimali. Si trova nel Sestante, una costellazione senza stelle brillanti, quindi conviene arrivarci con la cartina partendo dalle stelle dell’Idra o del Leone.

C57 · Galassia di Barnard

NGC 6822 · galassia · in Sagittario · magnitudine 9,4 (nel blu) · 17′ di diametro apparente · circa 1,6 milioni di anni luce · al meglio in luglio

Galassia irregolare nana del Gruppo Locale, scoperta da Barnard. La magnitudine inganna: la luce è sparsa e la luminosità superficiale è molto bassa. Serve cielo buio, basso ingrandimento e visione distolta: in un 150–200 mm appare come un rettangolo nebuloso allungato, appena più chiaro del fondo cielo. Da tentare in estate, nelle notti più trasparenti.

C60 · Galassie Antenne

NGC 4038 · galassia · in Corvo · magnitudine 10,2 · 5′ di diametro apparente · circa 72 milioni di anni luce · al meglio in marzo

La componente settentrionale e più luminosa delle Antenne, due galassie in collisione nel Corvo. In un 200 mm la coppia è un’unica macchia curva, come una virgola o un cuore, con NGC 4038 come lobo più grande e brillante. Le lunghe code che le danno il nome sono solo da fotografia. Dall’Italia resta bassa, quindi serve un orizzonte sud libero.

C61 · Galassie Antenne

NGC 4039 · galassia · in Corvo · magnitudine 11,0 (nel blu) · 5′ di diametro apparente · circa 67 milioni di anni luce · al meglio in marzo

Il lobo meridionale delle Antenne, la galassia più piccola e debole della coppia in collisione. Al telescopio non si separa da NGC 4038: con un 250 mm a ingrandimenti medi appare come un’estensione più tenue che chiude la forma a virgola. Distinguere i due nuclei richiede diametri importanti e cielo buio. Le code mareali restano fuori portata visuale.

C62

NGC 247 · galassia · in Balena · magnitudine 9,2 · 20′ di diametro apparente · circa 11 milioni di anni luce · al meglio in settembre

Galassia grande e allungata, ma di bassa luminosità superficiale. In un 150–200 mm è un fuso tenue e uniforme; serve cielo buio, basso ingrandimento e visione distolta. Si trova a sud di Diphda, Beta Ceti, nella stessa zona della Galassia dello Scultore. Dall’Italia resta abbastanza bassa: conviene un orizzonte sud pulito.

C65 · Galassia dello Scultore

NGC 253 · galassia · in Scultore · magnitudine 7,9 (nel blu) · 27′ di diametro apparente · circa 12 milioni di anni luce · al meglio in settembre

Una delle galassie più brillanti del cielo, vista quasi di taglio. Si vede già in binocolo come un fuso allungato; in un 150–200 mm la superficie appare macchiata e irregolare, con chiazze chiare e scure. Dall’Italia resta bassa sull’orizzonte sud, quindi conviene osservarla quando passa al meridiano, da un luogo con orizzonte libero. Si trova a sud di Diphda, Beta Ceti.

C67

NGC 1097 · galassia · in Fornace · magnitudine 9,8 · 11′ di diametro apparente · circa 51 milioni di anni luce · al meglio in ottobre

Spirale barrata luminosa nella Fornace. In un 150–200 mm è un ovale con un nucleo brillante e quasi stellare; con un 300 mm e cielo buio si intuisce la barra che si allunga ai lati. Dall’Italia resta basso sull’orizzonte sud, quindi rende molto meglio dal Sud Italia, con orizzonte libero e aria trasparente, in autunno.

C70

NGC 300 · galassia · in Scultore · magnitudine 8,7 · 19′ di diametro apparente · circa 6,6 milioni di anni luce · al meglio in ottobre

Dall’Italia resta bassissima sull’orizzonte sud, meglio dal Sud Italia con orizzonte libero. È una grande spirale vista di fronte, con bassa luminosità superficiale: a queste altezze diventa un velo diffuso difficile da staccare dal fondo cielo. Chi la osserva alta nell’emisfero sud con un 200 mm vede un alone ampio e i primi accenni di bracci.

C72

NGC 55 · galassia · in Scultore · magnitudine 8,4 (nel blu) · 30′ di diametro apparente · circa 6,7 milioni di anni luce · al meglio in settembre

Dall’Italia resta bassissima sull’orizzonte sud, meglio dal Sud Italia con orizzonte libero e aria trasparente. È una grande galassia vista quasi di taglio: in un 150–200 mm è un fuso lungo e luminoso, più brillante e largo da un lato. Più a sud diventa uno degli spettacoli galattici del cielo, con la superficie chiaramente macchiata.

C77 · Centaurus A

NGC 5128 · galassia · in Centauro · magnitudine 7,2 · 26′ di diametro apparente · circa 12 milioni di anni luce · al meglio in aprile

Centaurus A, la galassia più brillante e famosa fra le radiogalassie, attraversata da una larga banda di polveri scure. Dall’Italia resta bassissima sull’orizzonte sud, appena osservabile dal Sud Italia con orizzonte libero e aria trasparente. Già un 100–150 mm mostra un alone ovale diviso dalla banda oscura; con un 250 mm sotto cielo australe la fascia di polveri diventa evidente e irregolare. Si trova a pochi gradi da Omega Centauri.

C83

NGC 4945 · galassia · in Centauro · magnitudine 9,3 (nel blu) · 23′ di diametro apparente · circa 12 milioni di anni luce · al meglio in aprile

Grande spirale vista quasi di taglio nel Centauro, non lontana da Centaurus A, ma dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. All’oculare è un fuso allungato e uniforme, visibile già in un 100–150 mm sotto cielo buio; con un 250 mm la superficie diventa più chiazzata, con il nucleo spostato e una debole asimmetria dovuta alle polveri. Usa la visione distolta per seguirne le estremità.

C101

NGC 6744 · galassia · in Pavone · magnitudine 9,1 (nel blu) · 16′ di diametro apparente · circa 30 milioni di anni luce · al meglio in luglio

Grande spirale vista di faccia nel Pavone, spesso indicata come una delle galassie più simili alla Via Lattea. Dall’Italia non sorge mai: serve un viaggio a sud, almeno alle latitudini tropicali. All’oculare è un ampio alone ovale e tenue con un nucleo più brillante; i bracci restano appena intuibili in un 250 mm e oltre, sotto cielo buio e con visione distolta. Va cercata a basso ingrandimento.

Non hai ancora finito i Messier? Il catalogo da cui parte tutto è il catalogo Messier: 110 oggetti, dalla Nebulosa di Orione alla Galassia di Andromeda, con le schede di tutti e quanto sono alti stanotte dalla tua postazione.

Come si usa questa lista, in pratica

Il Caldwell è pensato come il passo dopo il Messier, e si sente: dei 109 oggetti solo 21 sono più luminosi della sesta magnitudine, 44 arrivano all’ottava, e una ventina sta oltre la decima. Con un binocolo e un piccolo rifrattore si fa una parte della lista; per il resto serve almeno un 150-200 mm e un cielo lontano dalle città.

Dall’Italia non si completa. Dalla latitudine di Roma i primi 66, da C1 a C66, salgono tutti oltre i venti gradi; da C67 a C80 restano bassi, fra uno e diciotto gradi, da prendere nelle sere più trasparenti con l’orizzonte sud libero; dal C81 in giù non sorgono, e servono le Canarie o l’emisfero australe. Conviene trattarla come due liste: quella di casa, da fare nel corso dell’anno, e quella del viaggio.

Per costruire la serata: la colonna del mese dice quando l’oggetto culmina a mezzanotte, quindi quando è comodo; Max dice se da casa tua vale la pena provarci, e le altre due colonne dell’altezza dicono se stanotte è il momento. Gli oggetti del Caldwell si trovano anche nella finestra sul cielo e nello strumento dove guardare, per capire in che punto puntare. Se un oggetto non lo trovi, il problema è quasi sempre il cielo e non lo strumento: la scala Bortle spiega perché, e l’occhio al buio spiega come recuperare mezza magnitudine senza spendere niente.

Da dove vengono questi numeri

Vale la pena dirlo, perché i cataloghi in giro si copiano fra loro e gli errori si propagano.

  • Coordinate, tipo, magnitudine e dimensione apparente vengono da OpenNGC, il catalogo aperto di NGC e IC curato da Mattia Verga, che riprende e corregge i dati di NED, SIMBAD e HyperLEDA. Dove compare la B la magnitudine è quella nel blu, l’unica disponibile: per le nebulose estese va letta come indicativa.
  • Gli oggetti che non sono né NGC né IC (C9 Nebulosa Grotta, C41 Iadi, C99 Sacco di Carbone) e l’identità di C50 con NGC 2244 vengono da SIMBAD, la banca dati astronomica del Centro dati di Strasburgo. Per questi tre il catalogo non riporta una magnitudine integrata confrontabile, e la tabella lascia il campo vuoto.
  • La distanza è la mediana delle misure raccolte in SIMBAD: per gli oggetti lontani le misure differiscono anche del dieci o venti per cento a seconda del metodo, ed è il motivo per cui qui compaiono arrotondate e precedute da “circa”. Dove SIMBAD non ha misure, la distanza non compare.
  • La dimensione apparente di un oggetto diffuso dipende da dove si decide che finisce: cataloghi diversi danno numeri diversi per lo stesso oggetto, e la differenza non è un errore ma una convenzione. Va letta come ordine di grandezza. Per C91, dove il valore del catalogo non è credibile, la tabella lascia il campo vuoto.
  • Altezza attuale, altezza massima e mese migliore li calcola il motore del sito sulle coordinate della postazione, non sono presi da nessuna parte. Il mese è quello in cui l’oggetto culmina a mezzanotte.
  • Le descrizioni sono osservative: dicono cosa mostra l’oculare, non cosa mostra una fotografia a lunga posa. Dove un dettaglio non era verificabile è stato tolto.

Fonti

  • Coordinate, tipi, magnitudini e dimensioni: OpenNGC, Mattia Verga, licenza CC BY-SA 4.0.
  • Misure di distanza e oggetti fuori da NGC e IC: SIMBAD, Centre de Données astronomiques de Strasbourg.
  • Storia del catalogo, Patrick Moore e la pubblicazione su Sky & Telescope del dicembre 1995: NASA, Sir Patrick Moore, dalla sezione Hubble’s Caldwell Catalog.
  • Posizioni, altezze e orari: calcolati dal motore di AstroMerlin, lo stesso della pagina Catalogo Messier, verificato contro le effemeridi pubblicate come descritto nelle guide.

La tua postazione

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